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Ministra, il problema non è la laurea

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Ministra, il problema non è la laurea. Valeria Fedeli s’è sbrigata a ammettere l’errore, dopo che avversari e concorrenti l’hanno esposta al pubblico ludibrio per aver millantato di aver conseguito una laurea. Ha cancellato la parola laurea dal curricolo e, secondo lei, ora è tutto a posto. Ma la scorrettezza, insistono avversari e concorrenti, non è quella di non avere la laurea, è quella, grave, di aver millantato una laurea senza averla.

Bisogna riconoscere, però, che avere o non avere la laurea non è e non deve essere un ostacolo a essere nominati ministro. Croce, Prezzolini e tanti altri non erano, non sono meno colti di tutti i politici italiani attuali e passati. E la laurea presa a Roccacannuccia non vale la licenza media presa in un buon istituto.

VALERIA FEDELI

VALERIA FEDELI

Quanto ai ministri della pubblica istruzione, Franco Maria Malfatti lo è stato per anni con i governi Rumor e Andreotti, eppure non aveva la laurea. Ha retto anche il ministero delle finanze senza avere nel curricolo la carica di sceriffo di Nottingham. E’ stato addirittura capo della commissione di Bruxelles senza aver mai conosciuto Angela Merkel.

Non si impara all’università l’arte della politica e neanche l’arte di dirigere una salumeria. Però, certo, chi viene dal sindacato, una volta nominato ministro curerà probabilmente gli interessi dei professori invece di quelli degli studenti.

Aspettiamoci un’altra infornata di precari, che entreranno nelle scuole senza aver superato un concorso, senza aver dimostrato di conoscere l’uso del congiuntivo, di saper fare le quattro operazioni (il più, il meno, il per e, ancor più difficile, il diviso) senza l’uso della calcolatrice, di ricordare qual è la capitale dell’Honduras, di saper recitare Il sabato del villaggio, La nebbia agl’irti colli, di saper distinguere le guerre puniche dalle guerre di religione.

Un ministro, una ministra non è importante che tutte queste cose le sappia, importante è che le sappiano i professori. Il rischio è proprio questo: che i professori siano meno istruiti della ministra.

Arrigo d’Armiento

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