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Foibe, Barbera (PRC): “No al negazionismo di stato”

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Giovanni Barbera

Giovanni Barbera

“A proposito del giorno del ricordo che occulta le vittime delle popolazioni slave perseguitate dal fascismo, noi ricordiamo e ricordiamo tutto. La storia è ben più complessa di quella che ci vorrebbero imporre tramite una legge ideologica che reinterpreta in chiave revisionista e negazionista la Storia e ribalta i ruoli tra vittime e carnefici, negando le violenze e gli eccidi compiuti dagli italiani durante il fascismo in quelle terre martoriate,  Le foibe, utilizzate peraltro anche dai fascisti e dai nazisti, furono il prodotto dell’attività fascista prima dell’8 settembre e poi del nazifascismo. Attività che si concretizzò con una feroce repressione razziale, massacri, fucilazioni, impiccagioni, villaggi bruciati e campi di sterminio, anche progettati e organizzati dagli italiani, in cui perirono soprattutto civili. Perché occultare clamorosamente tutto ciò? Perché non riconoscere che molti infoibati furono fascisti e torturatori, vittime non innocenti delle vendette  di quelle popolazioni che subirono il dramma delle persecuzioni per oltre un ventennio? Ovviamente non neghiamo che ci siano state anche vittime innocenti, come spesso accade in questi casi, ma ciò non può ribaltare il significato della Storia di quel periodo.  Per fortuna ci sono storici seri che continuano a lavorare e documentare i fatti senza farsi condizionare dal “negazionismo” di stato”.

Lo dichiara Giovanni Barbera,  esponente del Prc romano.

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