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Anzaldi (PD): Rai, M5S spieghi perché hanno preferito curricula di mezza paginetta a quelli di Santoro e Minoli

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Roma – Michele Anzaldi, deputato del PD, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sui candidati del M5S per il cda Rai

“Fa discutere il modo in cui hanno selezionato questi nomi –ha affermato Anzaldi-. Loro hanno detto che avrebbero selezionato in base al merito, in base ai curricula. Su 235 curricula giunti, loro ne hanno selezionati 5 da dare alla piattaforma Rousseau per farli votare agli iscritti. Ma poi dei curricula non hanno tenuto conto, li hanno buttati nel cestino. Se tu hai un curriculum di 10 pagine e lo butti perché preferisci un curriculum di mezza paginetta, devi spiegare perché. Dovrebbero spiegare perché il curriculum di Santoro, o di Minoli o di Freccero, che ha fatto tanto per i 5 Stelle nella passata legislatura, non è neanche proponibile alla piattaforma Rousseau mentre invece è proponibile il curriculum di mezza paginetta di una giovane giornalista (Claudia Mazzola, ndr) che non ha alcuna esperienza amministrativa, legislativa. Loro si sono battuti affinchè venisse messo nella legge la presentazione del curriculum. Hanno vanificato la legge, su un punto che era il core business del M5S. Hanno fatto nomine politiche. E’ la prova che i 5 Stelle sono cambiati. Uno come Freccero, su cui ho avuto molto da ridire in passato, neanche viene proposto perché probabilmente essendo molto conosciuto e apprezzato da tanti, sarebbe stato eletto. Stanno facendo il male dell’azienda pubblica perché, per quanto possano essere brave e oneste queste persone candidate, ci metteranno tempo ad imparare e si trovano in un’azienda che compete sul mercato”.

 

Sulla polemica legata a Claudia Mazzola, giornalista del Tg1 che segue il M5S

“E’ chiaro che c’è un conflitto d’interessi, fino all’altro ieri ha fatto il pezzo sui 5 Stelle. Se viene scelta tra 235 con curriculum minore rispetto ad altri, perché è anche molto giovane, è chiaro che c’è qualcosa che lascia il dubbio, lascia intendere che c’era addirittura un progetto sotto. Gli stessi dirigenti Rai, a partire dal direttore del Tg1, dovrebbero spiegare perché gli hanno fatto continuare a seguire il M5S nonostante si fosse candidata per il cda in quota 5 Stelle?”.

 

Sulla possibile spartizione dei tg da parte di M5S e Lega

“Quest’ipotesi sta ogni giorno sui giornali e loro non la smentiscono –ha affermato Anzaldi-. Quello che sta accadendo in Rai da quando c’è questo governo gialloverde è sotto gli occhi di tutti. Ad esempio, la Commissione di vigilanza che dovrebbe controllare il rispetto del pluralismo attraverso i dati dell’osservatorio di Pavia, non lo fa. Non c’è la commissione di vigilanza e i partiti non hanno i dati dell’osservatorio di Pavia. Io ho scritto a Fico per chiedergli di dare questi dati almeno ai capigruppo, da 180 giorni non si sa cosa succede in Rai. Molto probabilmente ci sono già degli squilibri in Rai, ma non si possono denunciare senza avere a disposizione quei dati”.

Secondo Repubblica il M5S avrebbe chiesto al Ministero dell’economia di superare il tetto dei 240 mila euro per il nuovo direttore generale.

“E’ sbagliato. Se si è deciso di applicare il tetto in un momento di difficoltà per il Paese, è giusto che si applichi a tutti. Si è deciso di dare l’esempio e non capisco perché adesso il tetto debba essere tolto, proprio da una forza politiche che a parole ne faceva il suo marchio”.

 

Sull’articolo di Milena Gabanelli sul mancato decollo del portale news della Rai

“Il fatto che la Gabanelli, che in 5 anni non ha fiatato e che fiata oggi che ci sono oggi le nomine, mi lascia un po’ dubbioso –ha dichiarato Anzaldi-. Nel suo articolo lei cita il numero dei dipendenti e dei giornalisti in Rai, ma il progetto delle all news, che è stato una mia battaglia e che sta ancora lì in un cassetto, avrebbe fatto passare da 8 direzioni a una sola direzione, con più efficienza e risparmi. Eppure siamo rimasti solo io e il mio partito a lamentarci. Avrebbe potuto farlo prima. Invece lei parla di un suo vecchio progetto, di cui è stata vice direttrice per parecchio tempo senza fare niente. Insomma, mi lascia stupito sia nei tempi sia nei modi”.

 

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