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D’Amato: prestati 100mila vaccini, Governo ce li ridia

Roma – “Almeno ci restituiscano i 100mila vaccini che iniettiamo a gente non residente nel Lazio: parlo del personale diplomatico straniero o degli italiani che vivono all’estero e sono rientrati a Roma. Per non parlare di tutti quelli che hanno chiesto il domicilio nel Lazio perche’ qui vengono vaccinati prima”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Sanita’, Alessio D’Amato, in un’intervista a Il Messaggero.

“Abbiamo prenotazioni per oltre 2 milioni di somministrazioni- ha aggiunto D’Amato- ma al momento ci hanno confermato poco piu’ di un milione di dosi. Non vogliamo far slittare nulla.”

“Certo, se non c’e’ un’inversione di tendenza sulle forniture, dovremo rallentare, rivedere i tempi e i traguardi che ci siamo preposti. Per esempio a maggio vogliamo completare i 70enni e fare il grosso dei 60enni”.

D’Amato ha poi ricordato che “quando abbiamo posto il tema dell’acquisto delle dosi, il governo ha detto alle Regioni che non potevano muoversi autonomamente e di attenerci alla cornice dell’Unione europea. C’e’ stato divieto a ordinarle fuori dai canali comunitari.”

“Va bene, rispetteremo le regole, ma a questo punto chiediamo di essere messi nelle condizioni di vaccinare i nostri abitanti. Vanno chiarite e rese pubbliche le forniture di AstraZeneca e Johnson&Johnson. Di piu’, chiediamo che il governo ci comunichi con un margine di 45 giorni le quantita’ a disposizione”.

Secondo D’Amato, inoltre, “si deve riconsiderare il tetto dell’eta’ per AstraZeneca e Johnson&Johnson. E’ solo una raccomandazione l’utilizzo sopra i 60 anni, ma se l’Aifa la rivedesse daremo Johnson&Johnson a un milione di persone”.