5G nel Lazio, Anci: sindaci non vanno lasciati soli

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Roma – Non lasciare soli i sindaci del Lazio nella sfida del 5G. L’appello, indirizzato in particolare al Governo, e’ stato lanciato da Riccardo Varone, presidente dell’Anci Lazio e sindaco di Monterotondo, nel corso del convegno (organizzato proprio dalla sezione regionale associazione nazionale comuni italiani) ‘5G – Scegliamo il futuro in comune’.

Il primo cittadino del comune eretino ha sottolineato che “sappiamo che il 5G potra’ cambiare in maniera notevole la vita delle persone e i servizi, se solo pensiamo ai temi legati alla sicurezza, agli incidenti stradali, all’innovazione digitale e ai temi ambientali, ma allo stesso tempo proprio i sindaci sono oggetto di pressioni e giuste preoccupazioni da parte della cittadinanza.”

“La volonta’ di Anci Lazio e’ supportare gli amministratori locali nell’analisi, l’elaborazione e come affrontare questa nuova tecnologia e farlo alla luce di aspetti come la rilevazione delle onde elettromagnetiche e lo sviluppo di un piano antenne. In tutto questo i sindaci non possono essere lasciati soli e Anci Lazio pone un momento di riflessione sul ruolo del sindaco, sulle autorizzazioni che deve emettere e sulle quali molto spesso e’ lasciato solo”.

L’aiuto piu’ importante che i sindaci si aspettano di ricevere chiama in causa il Governo nazionale “dal quale ci aspettiamo indicazioni piu’ chiare sulla potesta’ che spetta al sindaco, se dire si’ o no sulla collocazione di ogni impianto- ha spiegato Varone- Questo non puo’ ricadere prettamente sulle competenze di un sindaco e credo sia opportuno fare una rete e supportare, attraverso direttive chiare, tutti gli amministratori locali per adottare al meglio la tecnologia 5 G sui loro territori”.

Il prossimo passo sara’ quindi interlocuzione diretta con l’esecutivo: “Il punto e’ farsi promotore, come Anci nazionale, di un’iniziativa per fare capire al governo, che sta puntando molto su questa tecnologia che cambiera’ in maniera radicale la vita delle persone, che tutto questo non puo’ ricadere solo sulle spalle dei sindaci, i quali, dovendo garantire delle certezze ai propri cittadini tra le quali quella della salute e della sicurezza,devono essere dotati di strumenti certi”.

La preoccupazione piu’ diffusa tra le comunita’ dei cittadini e’ legata soprattutto alla proliferazione delle antenne. Su questo, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Paolo Orneli, ha ammesso che “e’ vero che nelle prime fasi di implementazione del 5G le antenne andranno ad aggiungersi agli altri sistemi (2g, 3g, 4g) gia’ presenti aumentando di fatto le emissioni complessive. Tuttavia, se il 5G soppiantera’ in parte o del tutto le altre tecnologie, si avra’ una progressiva diminuzione dei livelli di campo elettromagnetico. Si avranno celle di copertura di dimensioni piu’ piccole di quelle attualmente utilizzate per la telefonia cellulare, pertanto saranno necessarie potenze di emissione piu’ basse di quelle attuali”.

In ogni caso “tutto cio’ non potra’ mai portare ad una crescita indiscriminata dei livelli di campo elettromagnetico, perche’ le Arpa verificano sempre che i progetti dei nuovi impianti, o di modifica di quelli esistenti, siano compatibili con i limiti normativi- ha aggiunto Orneli- A questo proposito, si segnala che per il monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico la Regione Lazio si sta gia’ attrezzando: e’ in via di completamento l’evoluzione del Sistema Informativo Regionale dell’Ambiente (SIRA), per la raccolta e gestione centralizzata a livello regionale dei dati ambientali.

In particolare il progetto, con specifico riguardo alla tutela dei cittadini, si propone di completare il catasto regionale delle sorgenti fisse dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, di effettuare il censimento georeferenziato degli impianti e realizzare una campagna di misurazione dei campi elettromagnetici attraverso l’utilizzo di centraline mobili sul territorio”. Al convegno era presente anche Massimo Bugani, capostaff della sindaca di Roma, Virginia Raggi: “Non sappiamo dove il 5G arrivera’ e ci portera’, sappiamo che i limiti utilizzati dalle leggi italiane sono al di sotto di quelli europei. Il 5G e’ un’occasione straordinaria che rivoluzionera’ il nostro modo di vivere, stare insieme e muoverci. Come Roma Capitale stiamo accelerando per portare l’innovazione e prevedere col 5G cosa si puo’ fare, mantenendo i principi di cautela e precauzione”.

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