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Acli Roma: 73.5% famiglie ha perso fonte guadagno principale

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Roma – La pandemia ha colpito molto duramente le famiglie romane: il 44% ha chiesto aiuto economico ai parenti per far fronte ai problemi economici generati dalla crisi sanitaria, mentre il 38,2% agli enti statali e il 7,7% addirittura ad estranei. Nel 73,5% dei casi sono stati chiesti aiuti economici perché molte delle fonti di guadagno principali sono venute a mancare: è stato perso infatti il lavoro nel 53% dei casi oppure è terminata l’attività di rendita.

Come conseguenza, il 39,3%, ha eroso tutti i risparmi. Sono questi alcuni dati raccolti dalle ACLI di Roma e provincia, dall’ascolto di oltre 200.000 famiglie incontrate in un anno e su un campione di 1000 famiglie residenti nella Capitale alle quali è stato somministrato un questionario on line, per l’ultimo appuntamento del ‘Cantiere Roma’.

Si tratta dell’iniziativa promossa dalle ACLI di Roma e provincia in vista delle elezioni amministrative del 2021, con l’obiettivo di delineare, attraverso sei web talk partiti a maggio, la città di oggi e di domani vista dai cittadini, quindi partendo dall’ascolto dal basso. Il prossimo 15 settembre le ACLI di Roma presenteranno un documento di sintesi con spunti di riflessione e proposte ai principali candidati sindaco presso l’aula Giulio Cesare del Campidoglio.

Dai dati, è emerso inoltre come i problemi economici hanno avuto ripercussioni fortissime anche sulla gestione del tempo libero. Le famiglie intervistate hanno dichiarato di trascorrerlo a casa (58%). Nonostante poi il 28% si dichiari amante del verde e dell’aria aperta, ben il 77% degli intervistati sostiene che le aree verdi della città sono fatiscenti, a fronte del solo 23% che ne risulta soddisfatto.

Tasti dolenti risultano anche la conciliazione famiglia-lavoro, molto difficile per oltre 2 famiglie su 3 (72%), e quello della gestione e dell’accoglienza delle fragilità, oltre il 69% delle famiglie con disabili intervistate, infatti, dichiara una carenza di servizi specifici dedicati.

Difficoltà evidenti anche per passeggini e carrozzine: Roma viene valutata carente sia sulla pulizia delle strade (in una valutazione da 1 a 7 la media si attesta su 1,8) sia sul decoro urbano del quartiere (sullo stesso tipo di valutazione la media è 2,12).

A partire da questi e altri risultati del questionario, si è svolto il confronto al quale hanno partecipato la presidente delle ACLI di Roma Lidia Borzì, il professore ordinario, docente di urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università “La Sapienza” di Roma Carlo Cellamare, la presidente del Forum Associazioni Familiari Lazio Alessandra Balsamo, e il vicepresidente di Federsolidarietà Coonfcooperative Lazio Luigi Vittorio Berliri. È stata inoltre presentata la buona pratica rappresentata dall’associazione “Salvamamme”, illustrata dalla responsabile area socio-crimonologica Gabriella Salvatore. Ha moderato l’incontro la conduttrice RAI Benedetta Rinaldi.

“Le famiglie- dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia- hanno un ruolo sociale importantissimo, e lo hanno fatto vedere anche durante la pandemia, nella quale hanno dimostrato tutta la loro resilienza, nonché la funzione fondamentale che svolgono per tutto il Paese.”
“Per far emergere la loro grande forza generativa, che non è solo demografica, ma anche educativa, economica e sociale è però necessario promuoverle, sostenerle, accompagnarle e tornare a considerarle una risorsa. Serve perciò che Roma diventi family-friendly, investendo per fornire risposte incentrate sulla prossimità e sulle “4 S”: salute, servizi, solidarietà e socialità, ma deve farlo con una visione d’insieme, per intercettare i bisogni delle famiglie e dare le risposte adeguate in ogni fase della vita”.

“Al prossimo sindaco della Capitale”, aggiunge Borzì, “chiediamo quindi un’amministrazione che sia orientata intorno alla famiglia, non certo con un approccio ideologico ma concreto. È dunque fondamentale la co-progettazione e co-programmazione delle politiche familiari nell’ambito urbano e metropolitano, tra soggetti istituzionali (città metropolitana, comune, municipi) e esponenti della società civile, compresi quelli del mondo imprenditoriale.”

“In sintesi: casa, lavoro, servizi (dal welfare ai trasporti), salute, sistema educativo (che non blocchi l’ascensore sociale) e relazioni sociali sono le frontiere, antiche e nuove per il prossimo sindaco di Roma, dove si giocherà nei prossimi mesi e anni il benessere delle famiglie, la loro possibilità di essere risorsa di futuro della nostra città”.

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