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Addio al luogo dove venne uccisa Desiree: via baraccopoli a San Lorenzo foto

Roma – A Roma l’area delle baracche di via dei Lucani a San Lorenzo, dove l’anno scorso fu uccisa la giovane Desiree, si trasformera’ entro 18 mesi in un isolato dedicato a nuove funzioni: servizi per il quartiere, cultura, commerciale o magari divertimento notturno. Saranno i privati e il Comune a decidere insieme cosa realizzare, sulla base di alcuni indirizzi proposti dal Campidoglio. E se gli stessi privati faranno resistenza, il Comune arrivera’ allo sfratto per pubblica utilita’. Questo il senso del progetto di riqualificazione presentato dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, dall’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e dal presidente del II Municipio, Francesca Del Bello.

Il futuro di quell’area di San Lorenzo, in totale 10mila metri quadrati di proprieta’ al 20% del Comune e per il restante 80% di 12 privati, sara’ stabilita con una procedura che prevede prima una manifestazione di interesse rivolta a progettisti ed investitori, non vincolante, a cui seguira’ un processo partecipativo ed infine una delibera che dara’ gli indirizzi finali. “Quello che di sicuro non ci finira’ dentro- ha spiegato Montuori- e’ il residenziale o ricettivo per studenti visto che nel quartiere stanno aprendo altre esperienze in tal senso”.

Il senso dell’intervento e’ comunque quello di riqualificare un pezzo di quartiere degradato, che in passato ha ospitato spaccio di droga e criminalita’. “Dopo la morte di Desiree- ha spiegato Raggi- abbiamo deciso che dovevamo fare qualcosa e abbiamo subito fatto un incontro con il II Municipio per capire come reagire contro il degrado di quella zona”.

“Certo- ha continuato Raggi- la prima risposta e’ stata la militarizzazione del territorio con le forze dell’ordine e la Polizia locale. È necessario che il territorio sia presidiato ma questa non e’ la risposta che volevamo perche’ ritenevamo che fosse la prevenzione, eliminando il degrado, la vera strada da intraprendere. Via dei Lucani e’ una strada abbandonata con baracche e strutture private. La nostra idea e’ stata quella di un patto tra privati e pubblico. Noi daremo gli indirizzi e i privati gli investimenti. Se invece i privati non interverranno procederemo con l’esproprio delle aree che saranno destinate a verde pubblico e servizi a scopo sociale. Per noi si tratta di una risposta profonda alla sicurezza attraverso la socializzazione dei luoghi ma anche una risposta di sistema a tante domande”.

“Ricorsi?- ha poi aggiunto ancora Montuori- Crediamo nella legittimita’ della procedura pur non escludendo azioni creative di ricorso. Ma riteniamo che il percorso sia solido e basato sulla solida evidenza di abbandono di queste aree e sugli evidenti rischi per la sicurezza connessi a questi abbandono”.

“Dopo la morte di Desiree avevano fatto richiesta come Municipio di intervenire- ha concluso Del Bello- Ora puntiamo alla riqualificazione, che era il nostro obiettivo primario. Si parla sempre male di San Lorenzo ma il quartiere non e’ solo una piazza di spaccio, c’e’ anche altro. Questa riqualificazione e’ un tassello importante che si aggiunge ad altri come quello all’ex Dogana con il nuovo student hotel o a piazzale del Verano dove arrivera’ una pedonalizzazione dell’area davanti alla chiesa”.