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Adriano Labbucci (candidato SEL al Consiglio Regionale):”Revocare immediatamente la sciagurata delibera della Giunta Polverini”.

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Il 21 febbraio  si è svolta un’affollatissima assemblea pubblica a Frattocchie presso il circolo sportivo “Due Palme” promossa dai circoli SEL di Ciampino e Marino, per protestare contro la recente delibera della giunta Polverini, denunciata proprio ieri sulle pagine di Repubblica dall’esponente di Sel, Luigi Nieri, che consentirà una nuova edificazione di mezzo milione di metri cubi per la realizzazione, nel cuore di una delle aree più belle e pregiate dell’Agro Romano, di un complesso residenziale e di un centro commerciale. All’iniziativa, a cui hanno partecipato moltissimi cittadini e alcune associazioni, fra cui il “Gruppo di presenza Mons. G. Grassi”di Marino, sono intervenuti l’urbanista, Vezio De Lucia, e l’esponente di SEL, Adriano Labbucci, candidato alla Regione Lazio.

“Un altro scempio edilizio assolutamente insopportabile – spiega Vezio De Lucia – in una delle aree più pregiate a ridosso dell’Appia Antica, approvato dalla giunta Polverini. Da una parte cresce la sensibilità e l’attenzione da parte di tante persone per la difesa degli ultimi spazi aperti e per lo stop al consumo di suolo pubblico, dall’altra si continua, come e peggio di prima, a ricoprire la campagna di cemento e di asfalto. Si continua in questa folle corsa alla edificazione. Se pensiamo che a Roma il 95% dello spazio urbano è stato realizzato dopo la seconda guerra mondiale, a fronte di una popolazione cresciuta in proporzione molto di meno, ci rendiamo conto di quanto territorio sia stato dissipato”. L’Agro Romano – prosegue De Lucia – è una delle aree più importanti del pianeta. In particolare l’istituzione del Parco dell’Appia Antica è una delle pagine più belle della storia urbanistica italiana, figlia di quella politica riformatrice del primo centrosinistra degli anni ’60. In quell’occasione 2.500 ettari di terra furono dichiarati inedificabili. Una svolta di straordinaria importanza storica e politica a cui non bisogna venire meno. Da queeto punto di vista si deve tracciare una linea invalicabile. Il che non significa “sviluppo zero”. Al contrario, è proprio riqualificando, e non cementificando, che si crea tanta occupazione, nuova e di qualità”.

“La prima cosa che dovranno fare il nuovo consiglio e la nuova giunta regionale – spiega Adriano Labbucci, candidato SEL alla Regione Lazio – sarà revocare questa sciagurata delibera; un vero e proprio blitz della morente giunta Polverini”.

“La salvaguardia dei beni culturali, paesistici e naturali -continua Labbucci – deve avere priorità assoluta Tutto il resto, come scriveva il grande urbanista Antonio Cederna, viene dopo. Oggi invece in Italia ogni secondo 8 metri di suolo pubblico vengono divorati dalla speculazione edilizia e dalla cementificazione selvaggia. Il Lazio è la terza regione italiana, dopo la Lombardia e il Veneto, ad essere vittima di questo scempio che è figlio di quella “cultura del mattone” che per troppo tempo è stata considerata il volano dello sviluppo economico. Ciò è stato possibile anche grazie ad amministrazioni pubbliche subalterne e spesso conniventi con quelle logiche. Il risultato è il disastro ambientale che è sotto gli occhi di tutti. E’ quindi necessario invertire completamente la rotta e in tal senso bisogna assolutamente fare tre cose:

1) una legge regionale che tuteli l’Agro Romano rilanciandone la vocazione agricola;

2) una moratoria sul PRG del Comune di Roma che verifichi attentamente la situazione, perché in questi anni la giunta Alemanno ha operato numerose varianti che hanno ulteriormente distrutto il territorio;

3) approvazione dei piani paesistici

Il suolo pubblico – spiega ancora Labbucci – è un bene comune e non una risorsa da saccheggiare per interessi privati. Si può e si deve invece puntare sullo sviluppo di un turismo ecosostenibile, sulla riqualificazione, il recupero e il risanamento del territorio, degli edifici abbandonati e degli spazi inutilizzati, incentivando e favorendo la costituzione di cooperative giovanili. In questo modo, come ha già spiegato De Lucia, si crea tanto nuova e buona occupazione. Questa è la vera ricchezza, la vera grande risorsa di quest’area così preziosa”.

“Per queste stesse ragioni – conclude Labbucci –l’ipotesi di raddoppiare il GRA è da respingere nel modo più assoluto mentre è necessario investire sul trasporto su ferro”.

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