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Agenzia Servizi Pubblici: dal 2017 giudizio romani in caduta libera

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Roma – “La caduta di tutti i servizi forniti da Roma Capitale nella percezione dei cittadini è continua dal 2017, e l’ultimo quinquennio dimostra che nulla o poco è cambiato e che quel poco che è stato colto, anche attraverso le sollecitazioni fatte dall’Agenzia tramite le commissioni consiliari agli assessori e alla Giunta, ha cominciato a dare frutti ma non ci si può aspettare il miracolo”. Lo ha detto il presidente dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, Carlo Sgandurra, intervenendo in Assemblea capitolina in occasione del rapporto di fine consiliatura dell’Aula in corso in Campidoglio.

Sgandurra ha illustrato all’Assemblea il report dell’Agenzia aggiornato a ottobre 2020, con i dati che riportano una generale diminuzione del gradimento dei romani sui servizi – non invece sulla percezione della qualità della vita, tornata sufficiente nel 2020 dopo anni – con bocciature generalizzate per strisce blu, bus, tram, pulizia delle strade.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, ha spiegato Sgandurra, “il servizio continua a essere inferiore al programmato: rispetto al 2015 è aumentato lo scostamento negativo del servizio di superficie, mentre è diminuito quello della metropolitana. Dal 2016 la regolarità del servizio di superficie oscilla tra il 50% e il 52% con una punta del 61% nel primo semestre del 2020 quando, a causa della pandemia, ci si confrontava con minor traffico e programmazione ridotta. Allo stesso tempo è aumentata la regolarità della metro: la linea A è passata dal 91% al 99%, la linea B dall’81% al 98%, la linea C dall’88% al 99%”.

Il Tpl a Roma, insomma, non soddisfa le esigenze di mobilità e molti cittadini e pendolari preferiscono il mezzo privato, alimentando il traffico sulle strade; l’Agenzia rileva “l’assenza di una visione d’insieme del Tpl e della mobilità come sistema multidimensionale: mezzi, strade, infrastrutture e passeggeri; si evidenzia un problema di governance nell’erogazione e nel controllo del servizio, troppi soggetti coinvolti con compiti e responsabilità non ben definite. Il rapporto di fine consiliatura indica, ancora, un inadeguato coordinamento di soggetti e strutture con competenze importanti per la mobilità”.

Infine, si sottolinea che “le ferrovie regionali concesse costituiscono delle importanti linee di collegamento tra i quartieri di Roma, soprattutto la Roma-Lido, e la loro gestione dovrebbe rientrare nelle competenze uniche dell’amministrazione capitolina”.

Rispetto all’altra area di maggiore di difficoltà, quella dei rifiuti, il report sottolinea un aumento tra il 2015 e il 2019 della raccolta differenziata del +4,3% e una riduzione della produzione dei rifiuti totale dello 0,7%.

Roma con il 45% di raccolta differenziata si pone al di sopra delle principali Capitali europee (nel 2019 Berlino era al 39%, Parigi al 34% e Londra al 33%), ma secondo il rapporto dell’Agenzia “la scarsa qualità della differenziata incide negativamente sull’effettiva possibilità di riciclo.”

“Inoltre l’impiantistica di trattamento dei rifiuti a Roma si basa su un obiettivo del 65% di differenziata a fronte di un’effettiva performance del 45%, pregiudicando la possibilità di chiusura sostenibile del ciclo dei rifiuti”.

I dati, inoltre, segnalano una riduzione della capacità di trattamento di Ama dal 38% rilevato nel 2015 al 16% nel 2019. In merito alla qualità percepita dell’igiene urbana, aggiornata a ottobre 2020, nessun servizio raggiunge la sufficienza ma le valutazioni sono in aumento rispetto al 2017: una evidenza che trova riscontro nel numero di segnalazioni e reclami ricevuto da Ama nel 2020, più basso rispetto agli anni precedenti.

Quello che non funziona, ha sottolineato Sgandurra, “non è tanto l’amministrazione capitolina, quanto la struttura amministrativa ed esecutiva che si rivela inadeguata a corrispondere alla propria missione, cioè a erogare quei servizi che i cittadini si aspettano”.

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