Al via scuola Rutelli per amministratori pubblici foto

Roma – Ha preso il via stamattina, nell’Aula magna della Facolta’ di Architettura dell’Universita’ La Sapienza di Roma, a Valle Giulia, la Scuola di servizio civico voluta, fondata, promossa e ora presieduta da Francesco Rutelli con l’obiettivo di formare amministratori pubblici competenti per la Capitale e non solo: 60 studenti selezionati, in maggioranza donne e con eta’ media di 30 anni, e 130 professori di primo livello tra personalita’ accademiche, dell’impresa e della pubblica amministrazione, si sono ritrovati oggi per la prima volta in presenza in occasione dell’apertura dei corsi.

A salutare i ragazzi, oltre all’ex sindaco di Roma, anche tra gli altri Alessandro Mariani, rettore della Iul e Claudio Rosi, segretario generale della Scuola di servizio civico.

A introdurre la mattinata un videomessaggio del ministro dell’Universita’ e della Ricerca, Gaetano Manfredi: “Questa e’ una bellissima iniziativa rivolta a far crescere l’impegno dei giovani per essere cittadini attivi- ha detto il ministro- Un modo nuovo di fare didattica e un nuovo modo di fare universita’, sempre piu’ aperta al terzo settore e alle esperienze della societa’. Ho seguito con grande attenzione questa esperienza e cerceheremo insieme di potenziarla e raccoglierla all’interno del grande mondo della formazione”.

“Sono sicuro che da questa scuola scaturiranno delle energie nuove per contribuire al buongoverno di questa citta’”, l’obiettivo fissato da Rutelli. Le citta’, ha spiegato, “sono cambiate profondamente durante il lockdown e conoscono limitazioni severe tutt’ora in molte parti del mondo, ma i cambiamenti rimarranno anche dopo. In questo inizio della nostra scuola abbiamo voluto mostrare agli studenti, che si riuniscono per la prima volta, cosa rimarra’ dal punto di vista organizzativo, delle regole, del digitale dopo la pandemia.

Dovremo cambiare il modo di spostarci? Avremo delle case piu’ vivibili con spazi maggiori? In che modo useremo i servizi digitali e soprattutto il lavoro da lontano? Chiuderanno uffici ed esercizi commerciali? E scuole e strutture sanitarie? Qui alla Facolta’ di Architettura, con studenti che hanno formazioni diverse, affronteremo proprio i cambiamenti della pandemia destinati a durare e a cambiare le nostre vite anche dopo”.

Cosa ha fatto, o non fatto, Roma per affrontare questi problemi? “Le amministrazioni devono innanzitutto conoscere i problemi- ha sottolineato il presidente della Scuola di servizio civico- Ad esempio, oggi c’e’ un enorme cambiamento nelle consegne a domicilio: tutti ordiniamo dai grandi distributori che prima andavamo a comprare altrove, il traffico di mezzi puo’ essere gestito ma diventera’ imponente e quindi va regolato, magari incentivando l’elettrico o individuando orari precisi per non congestionare la circolazione o i mezzi pubblici.”

“Un altro degli effetti rilevanti e’ che si stanno comprando molte automobili usate perche’ la gente in molti casi ha paura di andare su mezzi pubblici affollati e questo determina nuovamente piu’ traffico.”

“Quanti di questi cambiamenti sono destinati a rimanere? In che modo avremo un lavoro ibrido, a distanza? Quali mestieri rischiano di scomparire? Tutti questi aspetti hanno un impatto enorme sulla vita della citta’, e naturalmente della Capitale, e meritano di essere affrontati in modo multidisciplinare: urbanistico, dei trasporti, sociale, del lavoro, ecologico digitale”.

Infine, Rutelli ha ricordato il suo viaggio a Barcellona prima di diventare sindaco di Roma: “Bisogna imparare il meglio dalle esperienze delle altre citta’, perche’ se e’ vero che Roma e’ una citta’ che ha 2.800 anni di storia, che ha affrontato tutto, pandemie, invasioni, carestie, guerre spaventose, trionfi, declini e abbandoni: Roma e’ passata da 1 milione di abitanti nel secolo secolo dopo Cristo a 25mila durante l’Alto Medioevo.”

“È una citta’ che ha conosciuto crescite e tracolli, pero’ se vuole continuare a crescere deve continuare a imparare dalle migliori esperienze delle altre citta’ del mondo. Quello che c’e’ di buono dal punto di vista della tecnologia, dell’organizzazione, del servizio ai cittadini, della trasparenza, dell’uso del digitale, sono esempi che vanno raccolti perche’ si deve sempre imparare.

In fondo- ha concluso l’ex primo cittadino della Capitale- oggi siamo qui per dimostrare questo: non si finisce mai di studiare, e se vogliamo che la citta’ migliori ci vogliono nuove leve di ragazzi che la prendano in mano”.