Albergatore Roma: non ci sono clienti, fateci ospitare migranti

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Roma – “Noi abbiamo tre alberghi tra Roma e Bologna. L’impatto del Covid sull’attivita’ e’ stato formidabile, un perpetuo sanguinamento. Noi siamo chiusi da marzo, abbiamo riaperto a settembre ma e’ come stare chiusi perche’ non ci sono turisti. Abbiamo fatto questo tentativo di riaprire, ma purtroppo e’ tutto fermo e nessuno usufruisce delle nostre strutture”. Cosi’ Arturo Di Mascio, imprenditore alberghiero, intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’e’ desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Io non e’ che voglio l’assistenza del governo- ha continuato- ma il governo non puo’ decidere di farci chiudere e poi dimenticarci. Al momento non ci e’ arrivato neanche un aiuto. Da marzo ho messo in cassa integrazione 50 persone, ho chiuso l’attivita’ per 6 mesi e non si parla di nulla. Siamo andati dalle banche a chiedere il prestito con garanzia dello Stato e ci hanno detto: voi credete ancora a Babbo Natale. Bonus vacanze? Secondo me non ha funzionato, e’ stato solo uno spreco di denaro.”

“Siamo ancora in lockdown, il Paese non e’ ripartito, i dipendenti statali sono tutti a casa in smart working, se lavorassero in sede, almeno per una pausa caffe’ o un tramezzino, farebbero quantomeno lavorare il bar o il ristorante. Io riaprirei tutto, se facciamo sbarcare i migranti con tutti i controlli del caso, perche’ non riapriamo anche ai turisti con le stesse modalita’? Facciamo i tamponi a chi arriva e chi sta bene facciamolo entrare.”

“Allo Stato dico: fatemi ospitare anche i migranti, altrimenti qui saremo costretti a chiudere, noi oggi siamo nella merda. Noi viviamo solo col turismo, soprattutto a Roma. Io sto vicino all’aeroporto di Ciampino e non lavoro, su 90 camere ne ho 3-4 occupate dalle hostess di volo. Purtroppo i turisti non vengono piu’. Noi stiamo morendo. Al premier Conte dico: troviamo un sistema per risolvere questo problema, non e’ che vogliamo i soldi dallo Stato, vogliamo un progetto per andare avanti altrimenti sara’ un fallimento totale. “Dipendenti? Dei 50 in cassa integrazione la meta’ hanno preso i soldi, l’altra meta’ sta ancora aspettando” ha concluso.

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