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Alfonsi: doveroso essere a fianco giovani per terzo sciopero globale clima foto

Roma – “Oggi, come amministratrice, era doveroso essere in piazza per il terzo sciopero globale del clima insieme a migliaia di giovani e giovanissimi. Roma, insieme ad oltre 100 le città italiane in cui le piazze si stanno animando in queste ore per questo Friday for Future, deve essere in prima linea in questa battaglia per il futuro del nostro pianeta e della stessa sopravvivenza umana”.

Questa la dichiarazione della Presidente del Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi in piazza oggi alla manifestazione per il clima organizzata nella Capitale.

“Il territorio che amministro – precisa Alfonsi – è un concentrato di siti dall’alto valore archeologico, naturalistico-ambientale che potrebbero essere messi in pericolo se davvero le temperature dovessero aumentare di 3 gradi nei prossimi 80 anni. Siamo così convinti di questa urgenza che ieri il nostro Consiglio municipale ha approvato una mozione all’unanimità, la numero 48, che chiede all’amministrazione capitolina di fare alcune scelte di campo. Per prima cosa di dichiarare lo stato di emergenza climatica come già hanno fatto centinaia di città in tutto il mondo e Milano Torino e Napoli, per citare le città più importanti, in Italia. In secondo luogo attuare tutti quei provvedimenti legati alla riduzione di gas climalteranti anticipando al 2030 l’obiettivo di emissioni zero, anche attraverso lo sviluppo di una mobilità sostenibile nella nostra città aumentando i fondi destinati a piste ciclabili visto che la bicicletta, per spostamenti entro i 10 km, risulta essere il mezzo più efficace, oltre che meno inquinante, in assoluto”.

“Ma l’innalzamento del clima – continua la Presidente del primo Municipio – non comporta solo aumento dell’inquinamento ma anche della desertificazione che porta con sé migrazioni e riduzione delle risorse idriche. A questo proposito un altro impegno concreto che chiediamo all’amministrazione è quello di ridurre la dispersione di acqua del 20% nei prossimi 5 anni. Insomma –conclude Alfonsi – dai trasporti alla gestione dei rifiuti, dalla difesa delle risorse naturali fino ad arrivare alla costruzione di abitazioni sostenibili, il grido di allarme di questi giovani va raccolto e può essere occasione per una vera transizione dall’economia che abbiamo conosciuto fino ad oggi a una più sostenibile grazie anche alle opportunità derivati dall’innovazione tecnologica”.