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Alfonsi-Scatà: ordine spegnimento impianto telefonia vicino scuola

Roma – “Finalmente il Comune di Roma si e’ mosso.
Con la determinazione dirigenziale 1892 del 23 novembre scorso il direttore del dipartimento per l’Attuazione Urbanistica ha disposto la revoca dell’autorizzazione e il contestuale spegnimento dell’impianto per telefonia mobile di via Andrea Doria 16”. Cosi’ in un comunicato congiunto la presidente Sabrina Alfonsi e il presidente della commissione Scuola del Municipio Roma I Centro, Jacopo Scata’.

La storia di questo impianto di telefonia mobile, realizzato a poche decine di metri di distanza dalla scuola elementare Cairoli e dal liceo Tacito, e’ lunga e controversa, ed ha impegnato i cittadini residenti, la comunita’ scolastica e il Primo Municipio fin dal 2015, anno in cui l’impianto e’ stato acceso pur se realizzato in difformita’ rispetto a quanto previsto dal Regolamento comunale in materia di impianti di telefonia mobile approvato nel 2014, il giorno successivo a quello in cui venne rilasciata l’autorizzazione amministrativa.

“Oggi forse siamo all’ultimo atto di una vera e propria battaglia fatta denunce dei cittadini, esposti alla Procura della Repubblica, di lettere ai sindaci e commissari che si sono succeduti in questi 4 anni in cui abbiamo denunciato il paradosso di questa situazione- commentano la presidente Alfonsi e il consigliere Scata’- E poi ancora atti del Consiglio del Primo Municipio che chiedevano la sospensione dei lavori e la revoca dell’autorizzazione, sentenze del Tar mai eseguite dalle societa’, e da ultimo la mozione dell’Assemblea capitolina dello scorso ottobre che ha impegnato la sindaca e la Giunta capitolina a far spegnere l’impianto in questione. Una vicenda in cui il dipartimento all’Urbanistica ha avuto in questi anni un atteggiamento quasi acquiescente rispetto allo strapotere delle aziende di telefonia”.

“Con la revoca dell’autorizzazione e l’ordine di spegnimento finalmente si cambia direzione; speriamo che le aziende vogliano eseguirlo spontaneamente ed al piu’ presto. Noi continueremo a vigilare, come abbiamo fatto fino ad oggi”.