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Alla ‘Sapienza’ niente più didattica gratuita per i ricercatori

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«All’università ‘Sapienza’ di Roma niente più didattica gratuita per gli assegnisti di ricerca. Ieri, nella riunione del Senato Accademico dell’Università ‘Sapienza’ di Roma, è stato abolito un comma del regolamento di ateneo che ‘permetteva’ agli assegnisti di ricerca di ‘fare richiesta’ di assegnazione di incarichi di didattica integrativa a titolo gratuito. Il risultato di questo cambiamento è che gli assegnisti di ricerca della più grande università italiana potranno finalmente compiere appieno il loro dovere, dedicandosi alle attività di ricerca. Inoltre se l’Università ‘Sapienza’ avrà bisogno del contributo degli assegnisti per completare l’offerta formativa dovrà stipulare con loro dei contratti per la didattica che prevedono una retribuzione». Lo comunicano in una nota Francesco Vitucci, segretario Adi (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) in collaborazione con il Cpu (Coordinamento Nazionale Precari della Ricerca e della Didattica Università«. »Si tratta di un precedente di vitale importanza per il mondo del precariato, che potrebbe cambiarne le sorti a livello nazionale – dichiara Francesco Vitucci – un primo importante passo è stato dunque compiuto per limitare lo sfruttamento e per tutelare alcune delle figure più deboli nella piramide del potere accademico«. »L’azione che ha portato a questo risultato – conclude – è stata fortemente voluta dalla sezione romana dell’Adi e il Cpu ha riscontrato il sostegno di varie categorie dell’ateneo, come il personale tecnico amministrativo della Flc-Cgil ma anche di altre sigle sindacali e dei ricercatori«.

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