Ama, Campidoglio: su bilanci mancano pareri organi controllo

Roma – La discussione sui tre bilanci di Ama (2017/18/19) approvati il 7 novembre dall’amministratore unico dell’azienda, Stefano Zaghis, (insieme al piano di risanamento e a quello industriale) e’ “di ordine preliminare e dovra’ essere approfondita alla luce della relazione degli organi di revisione e controllo. Quindi anche le valutazioni tecniche che possiamo fare dovranno essere riviste in base alle considerazioni che verranno fatte da questi organi”.

Il dottore del dipartimento Partecipate di Roma Capitale, Fortunato Asprea, parlando in commissione congiunta Bilancio-Ambiente, ha spiegato che la situazione dei conti della municipalizzata e’ ancora da definire.

Tra pochi giorni il collegio dei sindaci e il revisore dei conti della municipalizzata diranno la loro: “Questa attivita’ degli organi competenti verra’ finalizzata complessivamente entro i primi dieci giorni di gennaio, sia per i tre progetti di bilancio che per la semestrale- ha detto Zaghis- mentre la parte relativa ai bilanci 2017/18 sara’ finalizzata entro la fine del mese”.

Certamente “si e’ arrivati a un punto di definizione buono- ha continuato Asprea- ma non ancora ottimale perche’ rimangono aperte alcune questioni sulle quali pero’ ci sono le premesse per arrivare alla loro conclusioni in tempi molto rapidi”. Le questioni sono relative ai circa 360 milioni di euro di crediti e debiti tra Ama e Roma Capitale e viceversa. Tra questi, in particolare, la municipalizzata pensa di avere diritto al riconoscimento di 115 milioni da parte del suo socio unico.

“Ama ha appostato questi 115 milioni in un fondo di svalutazione- ha chiarito Asprea- Tutta la partita sul loro riconoscimento o meno, all’esito finale della riconciliazione, e’ demandata a una fase successiva”.

Intanto pero’ su questa partita specifica, Zaghis ha chiesto al Campidoglio “di costituire una apposita commissione conciliativa, per chiudere in maniera bonaria e transattiva le questioni legate a quelle partite, che preveda un rappresentante di Ama, uno dell’amministrazione capitolina e un terzo nominato da un’autorita’ super partes che abbia il compito di vigilare. Il Campidoglio, che spero accolga questa proposta, non ha espresso una sua valutazione, occorrera’ verificare se ci sono le possibilita’ di ordine tecnico, giuridico e sostanziale per andare a un tavolo di conciliazione di questo genere”.

Secondo Asprea questa vicenda “non impattera’ sul bilancio. Ama ritiene sussistenti quei crediti iscritti”. Tornando invece al progetto di bilancio 2017, che nella sua quinta stesura chiude con un -220 milioni, “le cause di questa perdita sono riconducibili ai rapporti creditori/debitori con Roma capitale. C’e’ il tema delle svalutazioni di quei crediti, ma nei prossimi mesi si andra’ a una loro definizione e questo potrebbe anche modificare il fabbisogno di finanziamento che la societa’ ha e che e’ previsto nel limite massimo di 100 milioni. L’altra partita e’ quella del Centro Carni. La mancata realizzazione del progetto di sviluppo ipotizzato riporta la sua valutazione a un valore piu’ corretto di 22 milioni (originariamente era di oltre 130 milioni, ndr)”.