Ama, sindacati su proclamazione segnale: serve segnale

Roma – “In merito alla vostra lettera odierna (pos. 629/20), nell’apprezzare l’attenzione al tema della salute degli operatori, comprendiamo la richiesta di valutazione su una possibile riduzione della durata dello sciopero. Affinche’ una simile valutazione possa essere fatta, serve un segnale, o istituzionale o aziendale, che comporti il rispetto degli impegni presi e un decisivo miglioramento nella tutela della salute degli operatori. La fase emergenziale e’ tutt’altro che finita e proprio adesso serve il massimo impegno per contenere il virus.”

“A tutt’oggi restiamo in attesa di un impegno e di una convocazione tanto di Roma Capitale, quanto della Prefettura di Roma, quanto soprattutto di Ama Spa, che dopo il 3 aprile non ha voluto condividere il percorso di attuazione del verbale di conciliazione. Resta inalterata la chiusura da parte di Ama Spa che, tanto nelle sedi aziendali quanto nel tentativo di conciliazione convocato in sede territoriale da Utilitalia, non ha mostrato di voler mantenere gli impegni sottoscritti con le Rsu in data 3 Aprile.”

“Ha anzi messo in campo azioni di altro orientamento e formalizzato con atti e comunicazioni circostanze e misure palesemente non veritiere o volutamente artefatte. Non possiamo che valutare come artefatto, e confermativo delle nostre denunce, il dato fornito ieri in commissione ambiente dell’Assemblea Capitolina, sulla sanificazione di 2000 mezzi. Un dato che conferma come non si e’ ancora proceduto nemmeno a sanificare almeno una volta tutti i mezzi aziendali.”

“La stessa grave criticita’ registriamo sulle sanificazioni degli ambienti di lavoro. Non possiamo inoltre che criticare il fatto che sempre in quella sede, senza alcuna valutazione o confronto, si sia data informazione sulla riapertura dei Cimiteri Capitolini”. Cosi’ in una lettera alla Commissione Nazionale di Garanzia per il Diritto di Sciopero, all’amministratore Unico di AMA spa, all’On. Sindaca di Roma Capitale, all’On. Prefetto di Roma, i referenti eletti nelle Liste Rsu di Cgil, Cisl, Fiadel e Ugl Verginio Caso, Luana Vocaturo, Silvano Quintarelli, Gaspare Santirocchi e i segretari generali di Roma e Lazio Giancarlo Cenciarelli (Fp Cgil), Marino Masucci (Fit Cisl), Massimo Cicco (Fiadel).

“Inoltre nel corso dell’ultima settimana l’azienda ha dato segnali di inasprimento del conflitto, contravvenuto a quanto previsto dal Protocollo del 14 marzo o proceduto con azioni orientate a soddisfare solo formalmente i contenuti del verbale di conciliazione, senza sostanziarlo nei fatti: – anticipando unilateralmente e immotivatamente- pubblicandola direttamente sul sito aziendale- dal 3 maggio al 20 aprile l’apertura al pubblico degli uffici Ta.Ri. e dei centri di raccolta; – comunicato in forma scritta il soddisfacimento di nostre richieste, mai avvenuto, o sostenendo di aver agito previa informativa, ad esempio per reperimenti di personale, senza che queste informative avessero davvero avuto luogo; – distribuendo detergenti con base alcolica del 18%, quindi inefficaci; – distribuendo 3 nuovi tipi di Dpi senza consultazione preventiva con gli Rlssa, generando caos; – agendo in modo informale con comunicazioni date con semplici e-mail, contravvenendo a propri ordini e comunicazioni di servizio, dando disposizione a capi area e capi zona affinche’ si fornisse una singola mascherina monouso per un’intera settimana, 6 turni di lavoro, e invitando a procedere con azioni disciplinari nei confronti dei lavoratori nel caso in cui avessero chiesto di operare in sicurezza. In tal senso abbiamo gia’ registrato i primi rapporti informativi. Certi che capirete l’urgenza di intervenire su quanto segnalato, restiamo in attesa di eventuali convocazioni”, concludono.