Ama, Uil: dopo mesi da Campidoglio solo piccoli pass di lato

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Roma – “Dopo mesi di incontri ancora non si vedono proposte risolutive ma soltanto piccoli passi di lato per non entrare dentro il problema, cioe’ rilanciare Ama approvando tempestivamente il piano economico finanziario e deliberare il piano assunzionale, unica reale e concreta possibilita’ di stabilizzazione dei lavoratori in appalto adibiti alla raccolta dei rifiuti presso le utenze non domestiche”. Cosi’ in una nota il coordinatore regionale della Uiltrasporti Lazio, Alessandro Bonfigli.

“Il sindacato tutto e’ stato molto chiaro nel ribadire la sua posizione a tutti conosciuta, nessun lavoratore deve restare indietro, cioe’ senza lavoro e senza temporanea copertura sociale in termini di ammortizzatori- ha spiegato Bonfigli- Chi ha generato il danno nel concepire questo appalto del valore di 150 milioni di euro, oltre ad aver arrecato un grave danno alla citta’ di Roma, all’immagine di Ama e ai 250 lavoratori addetti ad oggi ad un potenziale rischio licenziamento, non puo’ cavarsela con un nulla di fatto”.

“Non possono pagare i lavoratori di Ama, ormai allo stremo delle loro forze, rimasti in 5000 sul territorio a servire 3 milioni di cittadini, und incluse nei municipi reinternalizzati, ne’ i lavoratori delle und, ad oggi senza lavoro in quei municipi reinternalizzati e strategici per Roma e per Ama, quindi con assoluta necessita’ di risorse umane- continua Bonfigli- La proposta fatta da Roma Capitale prevede l’approvazione del piano economico finanziario entro il 31 luglio come da prassi, quindi nessun passo in avanti, inoltre prevede l’approvazione del piano assunzionale il 17 luglio, quindi con 17 giorni di ritardo rispetto al 30 giugno, data prevista dagli accordi”.

“Inoltre- ha aggiunto Bonfigli- viene proposta da Ama, sempre in presenza di copertura economica, quindi dopo il 31 luglio la possibilita’ per 50 persone delle 203 senza lavoro di poter lavorare presso altre commesse riferite alla raccolta dei rifiuti prodotti dalle attivita’ di ristoro e mense scolastiche, attraverso l’istituto del mutuo soccorso, come sempre, da attivarsi con proposta negoziata, con le attuali societa’ che lavorano attualmente nell’appalto und e che non si sono ritirate”.

I sindacati “hanno incalzato Roma Capitale ed Ama- ha concluso Bonfigli- nell’uscire allo scoperto su chi sta bluffando in termini di mancanza di possibilita’ di attivare da ora gli ammortizzatori sociali e le adeguate coperture economiche per le aziende dell’appalto und, che in soldoni significa per le societa’ private 16.000 euro al mese da versare a sostegno del disagio sociale oltre ai danni causati alle medesime aziende ed ai suoi lavoratori per i gravissimi errori fatti nel concepimento in origine dell’appalto”.

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