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Ambulanti, Fiva-Confcommercio: vogliamo rispetto legge, non privilegi

Roma – “Ho ascoltato attentamente la relazione dell’assessore Coia, ma devo fare alcuni appunti: oggi siamo qui per chiedere all’Assemblea capitolina di rispettare le leggi e le normative vigenti, niente di piu’ e niente di meno.”

“Dal 2018 siamo in presenza di un dl del Governo italiano che ha stabilito che al commercio su aree pubbliche, i cosiddetti ambulanti, non vanno applicate le selezioni previste dalla direttiva europea. Proprio il M5S all’epoca fu tra i fautori dell’approvazione di questo decreto, e anzi se ne fece un merito.”

“Il dl prorogava i rinnovi al 2020 per dare modo al Governo di preparare tutte le procedure per articolarne le modalita’; a dicembre 2020, dopo circa due anni, il Mise ha emanato delle linee guida sui previsti rinnovi di concessione che dicono una cosa molto semplice e in contrasto con le parole dell’assessore Coia, ossia che non si tratta di rinnovi automatici ma di rinnovi che vengono effettuati previa verifica dei requisiti professionali e morali da parte degli operatori”.

Lo ha detto Valter Papetti, presidente di Fiva-Confcommercio Roma, intervenendo durante la seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina in merito all’applicazione delle disposizioni in materia di concessioni di posteggio su aree pubbliche di cui all’articolo 181, comma 4 bis del decreto Rilancio del luglio 2020.

L’amministrazione capitolina, ha ricordato Papetti, “a dicembre ha recepito le linee guida del Governo e ha emanato una determinazione dirigenziale in cui avviava i procedimenti per i rinnovi cosi’ come previsto dalla legge, dopodiche’ a gennaio la sindaca Raggi ha ritenuto di richiedere un parere all’Agcm che non poteva dire altro se non che la direttiva europea non prevede rinnovi automatici, e infatti i nostri non lo sono: la sindaca non poteva assolutamente derogare a una legge dello Stato basandosi su un parere dell’Agcm, e questo e’ un vulnus tanto che il 23 febbraio la sindaca ha annullato la precedente dd creando una situazione di caos e incertezza”.

Oggi, ha concluso il rappresentante di categoria, “noi siamo qui per cercare di capire cosa sia successo e cosa abbia spinto la sindaca e l’amministrazione a prendere questa posizione. Non vogliamo nessun privilegio o favore, chiediamo solo che vengano applicate le normative nazionali che sono state approvate anche dalla Conferenza Stato-Regioni e dall’Anci e condivise con le categorie con un percorso di due anni”.