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ATER. Valeriani consegna 18 alloggi in via Pietro Bembo

Una facciata di metallo verde. Diciotto nuovi alloggi di cui tre per persone con disabilita’ a cui se ne aggiungeranno altri 4 attraverso il cambio di destinazione d’uso dei locali al piano terra senza barriere architettoniche.

Massimiliano Valeriani

Queste le caratteristiche dell’edificio dell’Ater inaugurato questo pomeriggio a Roma, in via Pietro Bembo, nella zona di Primavalle, dall’assessore regionale alla Casa, Massimiliano Valeriani, e dal dg di Ater, Andrea Napoletano.

L’edificio e’ stato realizzato ad alta prestazione energetica (classe A+) ed e’ dotato di impianti fotovoltaici e di solare termico.

Al piano terra, sul fronte strada, sono presenti altri due locali che verranno destinati a servizi per il quartiere. Il cantiere venne inaugurato nel giugno 2014 dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e si tratta della prima opera di edilizia residenziale pubblica realizzata a Roma con criteri altamente innovativi.

Il finanziamento complessivo e’ stato di 2,2 milioni di euro di fondi Regione Lazio e Mit.

Nel corso dell’evento i primi assegnatari hanno preso visione dei propri alloggi. La consegna delle chiavi e’ prevista entro il prossimo mese di maggio per l’espletamento delle varie pratiche burocratiche.

“Oggi- ha commentato Valeriani- e’ una giornata molto importante perche’ abbiamo completato un intervento a Primavalle molto atteso. Tra qualche giorno 18 nuclei familiari entreranno nei loro appartamenti. È stata un’emozione vedere i loro sorrisi”.

“Nei prossimi 3 anni realizzeremo piu’ di 700 appartamenti, che significa dare una risposta importante all’emergenza abitativa a Roma. È il completamento di un lavoro duro e siamo soddisfatti, perche’ questo e’ il compito dell’amministrazione regionale”.

Cosi’ l’assessore alla Casa della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, parlando del piano triennale Ater alla consegna di 18 alloggi in via Pietro Bembo.

“Inoltre- ha aggiunto- bene la pubblicazione di tre bandi di Ater che renderanno disponibili 152 locali non residenziali con l’obiettivo di destinarli a botteghe artigiane, a startup e ad associazioni del territorio, che svolgano attivita’ di comprovato valore sociale.

Quasi il 90% di questi locali sono ubicati in periferia. Questo significa riaccendere le periferie e fare un intervento di rigenerazione urbana molto importante: laddove ci sono serrande abbassate i giovani potranno mettere in campo un’idea di impresa e nuovi artigiani che potranno aprire le botteghe con un abbattimento fino al 60% dei canoni”.

Un piano per 708 nuovi alloggi popolari a Roma, da realizzare per lo piu’ in strutture incompiute o scheletri urbani, attraverso una spesa totale di 68,1 milioni, tutte risorse della Regione Lazio. È partito ufficialmente con la consegna del nuovo edificio di via Pietro Bembo a Primavalle il nuovo Piano triennale 2019-21 dell’Ater di Roma.

Per tutti gli interventi previsti si adotteranno soluzioni costruttive ad alta sostenibilita’ ambientale con l’obiettivo di garantire la piena autosufficienza energetica degli edifici (fotovoltaico e solare termico).

Tanti i quartieri coinvolti: Laurentino 38, Corviale, Primavalle, Tiburtino III, Ponte di Nona, Quarticciolo, Ostia, Cesano e Tor Vergata.

“Questo e’ il piu’ grande piano per le case popolari negli ultimi 30 anni- ha spiegato Napoletano- Nel 2019 partiranno i lavori per 103 nuovi alloggi, nel 2020 per 316, tra cui quelli per gli scheletri di Cesano e Tor Vergata, e nel 2022 per 181 nuovi alloggi. Dei 708 alloggi totali (tutti ‘Erp’, ndr)- ha aggiunto- 600 interventi saranno di densificazione e 108 di frazionamento.

I lavori dureranno da 6 mesi a 3 anni. Non ci sara’ consumo di suolo perche’ faremo densificazioni e lavoreremo con cambi di destinazione d’uso e frazionamenti. Infine, il 20% dei nuovi alloggi sara’ realizzato su cubature esistenti”.

“Saranno edifici sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale e saranno coinvolti diversi quartieri come Primavalle, Tor Vergata, Tiburtino III e a Ponte di Nona- ha concluso Napoleone- il nuovo piano rappresenta una risposta concreta al fabbisogno abitativo, che nella Capitale riguarda oltre 12mila famiglie in attesa di un alloggio popolare. A questo bisogna aggiungere che affideremo locali commerciali vuoti a circa 152 vincitori dei bandi per start up innovative, botteghe artigiane e alle associazioni”.