Aula approva piano economico finanziario 2020 per gestione servizio

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Roma – L’Assemblea capitolina ha approvato con 23 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto la proposta di delibera 189/2020, di iniziativa della Giunta, con oggetto l’adozione del Piano economico-finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani di Roma Capitale per l’anno 2020, la terza delle quattro delibere in scadenza di legge oggi e che il Consiglio e’ chiamato ad approvare entro stanotte. A illustrare la delibera all’Aula e’ stato l’assessore al Bilancio del Campidoglio, Gianni Lemmetti.

Il Piano economico-finanziario, ha spiegato Lemmetti, “e’ uno dei pezzi piu’ corposi che incidono sulla determinazione del costo del servizio e del piano tariffario. Da quest’anno, anche per scelta dell’ente, esiste un’Autorita’ di regolazione del settore, Arera, che ha il compito di controllare l’andamento del servizio, stabilire i costi e, in concertazione con l’ente, approvare le tariffe. Questo passaggio e’ stato fondamentale nel 2020 per validare il nuovo modello con cui si arriva a determinare la Tari”.

Allo stato attuale, ha sottolineato l’assessore, “si preannuncia un incremento del costo dei servizi, energia e gas, di oltre il 10 per cento: la notizia e’ di stamattina e viene dall’Autorita’ di regolazione. Le authority hanno lo scopo di calmierare i prezzi, ma poi quando vengono attivati i meccanismi di costo con i gestori difficilmente si arriva all’abbassamento delle tariffe, e questo e’ un problema nazionale”.

Proprio per questo “Roma Capitale ha diluito l’incremento sulla Tariffa rifiuti, mettendone una piccola parte nel 2020 e un’altra nel 2021, anticipando il meccanismo del nuovo modello di calcolo Arera. La determinazione della tassa sui rifiuti quindi si abbassa, nonostante abbiamo applicato il nuovo modello, e deve crescere fino arrivare alla cifra di 819 milioni prevista nel Piano finanziario”.

L’applicazione del nuovo modello, ha puntualizzato Lemmetti, “porta a un incremento del costo del servizio per il gestore che e’ Ama. Nel 2020 applicando il nuovo modello siamo all’interno della maggiorazione prevista dall’Autorita’ di regolazione. Poi l’ente pubblico ha applicato i correttivi all’interno del Piano finanziario comprensivi dei contributi dello Stato, delle sanzioni e del recupero dell’evasione certificata, che va a diminuire gli 819 milioni previsti nel piano finanziario. Il costo scende a 791 milioni, che e’ l’importo da ripartire ai soggetti passivi della Tari al lordo delle esenzioni”.

Il contratto di servizio, quindi, “e’ a 791 milioni e viene garantito in relazione alla consistenza della Tesoreria di Roma Capitale, che non ha mai mancato il pagamento delle fatture; dall’altra parte, pero’, il prelievo richiesto ai cittadini e’ piu’ basso perche’ le esenzioni vengono consentite sul piano tariffario del 2020 e vengono distribuite e recuperate nel corso del tempo secondo quanto stabilito dall’autorita’ stessa. La novita’ e’ che c’e’ la trattazione della grossa partita dei crediti inesigibili”.

Proprio su questo punto, aveva spiegato in commissione il titolare dei conti del Campidoglio, “l’ammontare dei crediti inesigibili di Ama dal 2003 al 2009 e’ di 102.264.105 euro. Sono crediti che possiamo ribaltare nel Piano finanziario nei prossimi quattro anni. Per il 2020 ribaltiamo 36,5 milioni, come inserito nell’emendamento di Giunta alla delibera per la salvaguardia degli equilibri di bilancio; stessa cifra, 36,5, milioni per il 2021, 15 milioni per il 2022 e 14,6 milioni per il 2023”.

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