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Autismo, a presidio via Dionisio più trattamenti con teleriabilitazione

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Roma – Sono 167 i minori di eta’ con autismo e disturbi dello sviluppo seguiti dal Presidio di riabilitazione di via Dionisio a Roma, Centro convenzionato con la Asl Rm 2 e gestito dai sanitari della cooperativa nazionale Nuova Sair, che nell’anno della pandemia hanno sperimentato la teleriabilitazione.

Negli ultimi 12 mesi, il 42,4% di tutti i trattamenti (per un totale di 8.904 ore) sono stati erogati con tecniche di riabilitazione a distanza, permettendo ai piccoli di raggiungere gli obiettivi stabiliti e di recuperare anche quella quota di ore di cui non usufruivano per l’impossibilita’ di recarsi in Ambulatorio (pari a 840 ore, circa il 4% del totale degli accessi). E’ quanto rende noto il Presidio per la Riabilitazione di via Dionisio.

“La teleriabilitazione che abbiamo sperimentato durante il lockdown e successivamente ad integrazione dei trattamenti in presenza, ha avuto effetti molto positivi sui pazienti minori di eta’ seguiti dall’Ambulatorio tanto da cambiare i protocolli riabilitativi anche nel post pandemia”, dichiarano Rosario Riccioluti, presidente di Nuova Sair e Armando Cancelli, direttore sanitario del Presidio.

“Grazie all’impiego delle tecnologie e al supporto dei genitori, abbiamo lavorato su tutte le aree cognitive, motorie, dell’autonomia, del linguaggio, della socialita’ ottenendo il pieno raggiungimento degli obiettivi previsti nei Piani Riabilitativi Individuali di ciascun piccolo paziente”, prosegue il dottor Cancelli.

“La teleriabilitazione, infatti, non solo ci ha consentito di non interrompere il percorso gia’ avviato con i piccoli durante il lockdown ma si e’ rivelata preziosa anche in concomitanza con gli interventi in presenza. Alla riapertura del Presidio, infatti, abbiamo riavviato i trattamenti in presenza e mantenuto una quota del 20% in teleriabilitazione”.

“In questo modo- aggiunge Cancelli- l’intervento a distanza ci ha permesso di recuperare il 4% degli accessi che prima venivano persi dai bambini che non potevano venire in Ambulatorio Si tratta di ben 840 ore di riabilitazione che in questo modo riusciamo ad erogare”.

Nella teleriabilitazione e’ essenziale il ruolo del genitore, del caregiver, che segue il bambino a distanza e che si interfaccia con il terapista della riabilitazione, partecipando attivamente dall’altra parte dello schermo per garantire buon esito della terapia.

“Per supportare le famiglie in questo anno cosi’ difficile, al Presidio di riabilitazione di via Dionisio abbiamo attivato un supporto psicologico di gruppo, dedicato ai genitori dei nostri pazienti, anch’esso realizzato in videochiamata”, conclude il direttore sanitario, Armando Cancelli.

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