Quantcast

Bassetti: Regione Lazio interessata a vaccino Sputnik? Ben vengano nuove strategie

Roma – “Ben venga ogni tipo di strategia extraeuropea per avere i vaccini”. Risponde cosi’ il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, interpellato dall’agenzia Dire in merito alla Regione Lazio che si e’ detta pronta a procedere, anche senza l’approvazione dell’Agenzia europea del Farmaco, all’acquisto del vaccino russo Sputnik V, nel caso l’Europa tardi a muoversi.

“Sarei piu’ contento se andassimo tutti uniti, come Paese unico- prosegue Bassetti- ma secondo me se la Regione Lazio trova il modo di approvvigionarsi del vaccino Sputnik, che e’ un buon vaccino, su cui mi auguro che l’Ema si dia una mossa e che, se i dati ci sono, l’approvi rapidamente, e’ un’opportunita’ in piu'”.

Secondo Bassetti non dobbiamo dimenticare che “siamo in guerra- sottolinea- e se i tempi della ricerca scientifica in pace sono 10, in guerra sono 1. Di questo se ne e’ resa conto l’industria farmaceutica, ma se ne devono rendere conto anche gli enti regolatori. Credo che l’Ema abbia gia’ cambiato molto i suoi meccanismi, tanto e’ vero che Johnson & Johnson sara’ discusso nei prossimi giorni e ci auguriamo che per il 13 marzo possa essere approvato dall’Italia”.

Si dice dunque ‘machiavellico’ sui vaccini il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova: “Il fine giustifica i mezzi- dice- e oggi il fine e’ quello di avere piu’ vaccini di quelli che abbiamo avuto fino ad oggi”.

L’Europa, per Bassetti, deve “rendersi conto che siamo in una situazione di emergenza. Forse l’Europa, ma spesso anche il nostro ministero, se ne sono dimenticati. Non siamo in pace, siamo in guerra. Allora: i tempi della pace non sono quelli della guerra, sia nell’approvvigionamento delle munizioni sia in quello dei vaccini.”

“Noi stiamo vivendo una terza ondata importante in alcune regioni, anche perche’ sono mancati i vaccini. Se avessimo fatto piu’ vaccini in questi due mesi, se l’Europa fosse stata piu’ veloce ad averli, se l’Italia avesse avuto modo di farli avere attraverso dei canali extraeuropei, probabilmente oggi avremmo meno effetti importanti sui nostri ospedali e sulle persone piu’ anziane. Quindi ben venga, ripeto, ogni tipo di strategia extraeuropea per avere i vaccini”.

D’altronde, aggiunge ancora Bassetti, “noi sappiamo che ci sono molti vaccini, non solo lo Sputnik, ma anche Pfizer, Moderna e AstraZeneca, che sono disponibili attraverso i grossisti ufficiali internazionali, non attraverso chissa’ quale mediatore che puo’ essere piu’ o meno serio. Ci sono milioni di dosi che non sono state utilizzate da altri Paesi, in cui magari ci sono problemi di varianti sulle quali questi vaccini funzionano meno. Per cui ben venga che ci sia qualcuno che in qualche modo rompa questi equilibri”, conclude.