Bonafoni: risorse luoghi donne in periferie per produrre futuro

Roma – “Stiamo raccogliendo i risultati di una politica nuova. C’e’ un passaggio culturale in questo bando su ‘I luoghi delle donne’: per la prima volta non stanziamo risorse per fare qualcosa, ma perche’ si e’ qualcosa. Come a dire ti riconosco cio’ che sei e il tuo valore sta in quella liberta’, in quella autonomia e autodeterminazione, in quella parola che la politica deve riprendere a frequentare: il conflitto che e’ generativo, serve a farci migliorare e non e’ semplicemente una contrapposizione che ti inchioda di fronte a una responsabilita’”. Cosi’ la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dei nove progetti vincitori del bando regionale ‘I luoghi delle donne’.

“Noi apriamo conflitti in continuazione in Consiglio, non per questo strappiamo, ma camminiamo, andiamo avanti- continua Bonafoni- Lo ha detto anche Kamala Harris nel suo giuramento: ‘Sono qua grazie alle donne che ci sono state’. Ecco, quelle donne, in quei luoghi, hanno gia’ prodotto e dovranno produrre futuro.”

“Penso che questi nove progetti, che dovranno diventare 900, 9mila, 9 milioni, siano costruttori di futuro e lo crediamo perche’ li abbiamo visiti, li conosciamo, li vediamo muovere dentro le comunita’- sottolinea- Siamo partiti dal centro di Roma, ma oggi arriviamo nelle periferie della citta’, delle citta’ e quindi della nostra societa’ e pensiamo che e’ da li’ che si debba ripartire. Un grande lavoro corale che speriamo dia vita a molte altre belle cose”.

Richiamando le parole pronunciate poco prima dalla presidente della IX Commissione consiliare, Eleonora Mattia, Bonafoni ricorda che “c’e’ un soffitto di cristallo da abbattere. Noi abbiamo fatto qualcosa in piu’- chiarisce- E abbiamo aperto una porta, l’abbiamo spalancata, abbiamo imparato a fare istituzione e politica, in quel dentro-fuori che ogni tante volte ci manca. Abbiamo cominciato a lavorare e cooperare con le donne e quanto sono stati importanti, in questi mesi, quelle donne che hanno tenuto il filo di un discorso pubblico attorno alla necessita’ della cura, che non sia una cura che pesa solo sulle spalle del lavoro femminile, troppe volte precario”.

Quei luoghi “sono stati delle sentinelle, dei richiami a tutta la collettivita’ e noi li abbiamo ascoltati- aggiunge la consigliera- In Consiglio succede che chiunque di noi presenti proposte, emendamenti, poi arrivano tutte, come le api, perche’ non e’ semplice nemmeno per noi li’ dentro. Noi traiamo forza da progetti come questo, dall’alleanza con con l’assessora Giovanna Pugliese. Michela Di Biase, che e’ in Consiglio di Presidenza alla Pisana, sta imponendo a tutte di essere chiamate al femminile (‘consigliera’ e non piu’ ‘consigliere’), ha creato una procedura dall’alto che impone quella regola. E allora oggi e’ anche un modo anche per restituirvi una riconoscenza, per dire grazie a quegli spazi e a quelle donne che li abitano e ogni giorni li’ dentro agitano la loro creativita’”, conclude.