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Da Cacciatore esposto Procura su Monte Carnevale

Roma – Il presidente della commissione regionale Rifiuti e consigliere del M5S, Marco Cacciatore, ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, cui ha chiesto di “disporre gli opportuni accertamenti” valutando “gli eventuali profili d’illiceita’ penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti”, sull’individuazione da parte della Giunta di Roma Capitale della ex cava di Monte Carnevale come futura discarica di Roma. L’esponente grillino, in particolare, punta il dito sulla “scelta evidentemente contraddittoria da parte della Giunta Comunale di Roma Capitale, la cui direzione si dichiarava contraria alla discarica di inerti, di scegliere lo stesso sito di Monte Carnevale come discarica di Fos”, si legge nell’esposto depositato ieri e che l’agenzia Dire ha visionato.

Nel suo atto Cacciatore, ricostruendo le tappe della vicenda relative al sito che si trova a due passi dall’ex discarica di Malagrotta e ricordando l’iter amministrativo nella conferenza dei servizi regionale che a dicembre ha portato all’autorizzazione dell’ex cava a discarica di inerti, sottolinea che “appare contraddittorio che il dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale abbia espresso parere unico contrario riguardo al progetto autorizzato dalla Regione Lazio sulla discarica di inerti e, dopo dieci giorni, la Giunta Capitolina abbia scelto lo stesso sito per una discarica di Fos e altri residui del trattamento della frazione indifferenziata dei rifiuti urbani”. Senza dimenticare che “Roma Capitale aveva impugnato con ricorso al presidente della Repubblica la determina della Regione Lazio, relativa alla valutazione di impatto ambientale sullo stesso progetto di inerti, del febbraio 2019”.

Quello degli uffici capitolini non fu l’unico parere negativo al progetto della societa’ Ngr: “Parere negativo e’ stato piu’ espresso dal Comando Militare della Capitale, sottolineando che la realizzazione della discarica potrebbe ledere gli interessi dell’amministrazione della Difesa, ove ne derivasse il cambio di destinazione d’uso dell’area e di conseguenza un incremento degli indennizzi relativi alla servitu’ militare”. In piu’, subito dopo la delibera di individuazione del sito da parte della Giunta Capitolina lo scorso 31 dicembre “anche l’Enac ha inviato una nota a Citta’ Metropolitana di Roma e alla Regione Lazio, sottolineando che il sito scelto dalla Giunta Capitolina e’ una scelta sbagliata per gli effetti del cosiddetto birdstrike”.

Cacciatore nel suo documento non ha risparmiato nemmeno la Regione: “Anche l’autorizzazione regionale alla discarica di inerti, di certo non affrettata ma intervenuta mente il sito di Monte Carnevale era sottoposto a ricognizione tecnica, per poi figurare tra i siti idonei per la realizzazione della discarica di Fos, rischiava di arrecare danno alle casse pubbliche: non foss’altro che per gli elementi delle procedure, che all’epoca lasciavano intendere le intenzioni delle amministrazioni di realizzare una discarica di proprieta’ e gestione pubblica o affidata a societa’ partecipate, pertanto rischiando di aumentare il valore del terreno cui poi le finanze del Comune di Roma, anche tramite Ama spa, avrebbe dovuto provvedere ad acquistare o espropriare”.

Nel frattempo non solo la societa’ Ngr e’ stata ‘scalata’ dalla Mad di Valter Lozza (che ha la proprieta’ di due delle tre discariche attualmente attive nel Lazio, quelle di Frosinone e Civitavecchia), che ne ha acquisito il 75% delle quote, ma sono partiti i lavori nella ex cava. Pertanto, secondo Cacciatore “la contraddittoria conduzione amministrativa delle procedure, rischia altresi’ di esporre gli enti a profili risarcitori, laddove l’individuazione del sito di Monte Carnevale fosse revocata o comunque la realizzazione della discarica di Fos venisse impedita: vista la fattispecie di aspettativa legittima che il proprietario del terreno potrebbe rivendicare”.

E a proposito di privati, per l’esponente pentastellato proprio la “scelta evidentemente contraddittoria” della Giunta comunale di Roma Capitale “potrebbe alimentare il sospetto che, nella contraddittorieta’ dei diversi provvedimenti della Pubblica amministrazione, lo scenario si sia di fatto evoluto a vantaggio di soggetti privati, portatori di interessi nel settore della gestione rifiuti- conclude l’esposto- Il che risulterebbe ulteriormente corroborato, stando almeno a fonti della cronaca mai smentite, che il futuro progetto di discarica non sara’ piu’ in capo al Comune di Roma o Ama spa, bensi’ sara’ proposto da un soggetto privato”.