Cacciatore: no bagarre, M5S per tutela territoriale

Roma – “Anche ieri in aula si e’ discusso di Ambito Territoriale Ottimale (Ato) di Roma, a proposito del futuro impianto di recupero materia, progettato da Lazio Ambiente Spa a Colleferro. Un impianto che con la scusa del ‘recupero materia’, dovrebbe veder convergere tutta o quasi la Frazione Organica Stabilizzata (Fos) del Lazio, uscita dai Trattamenti Meccanici Biologici (Tmb), per essere convertita a carburante e quindi in seguito a termovalorizzazione.”

“Proprio li’, a Colleferro, dove per decenni il territorio e’ stato vessato da uno sviluppo industriale insostenibile. Ho sempre espresso la mia netta opposizione a questo progetto”. Cosi’ in una nota il consigliere M5s della Regione Lazio Marco Cacciatore, presidente della commissione X Urbanistica, Politiche abitative, Rifiuti. “La Giunta regionale ha presentato un emendamento al Documento di Economia e Finanza Regionale secondo il quale, quell’impianto scellerato, avrebbe trattato rifiuti (senza specificare quali) a sostegno della chiusura del ciclo di Roma Capitale- continua Cacciatore-”

“È tornato quindi alla ribalta il tema dell’autosufficienza e prossimita’, che per legge (Testo Unico Ambientale, artt. 182 bis e 199, co. 3, lett. g) impone il trattamento dei rifiuti urbani all’interno dell’Ato, smaltendone gli scarti piu’ vicino possibile – secondo il principio di prossimita’. A quell’emendamento si aggiungeva un sub-emendamento, che rincarava la dose stabilendo che a Colleferro sarebbero andati rifiuti da Roma e Provincia”.

“Da tutte le parti politiche, me compreso- scrive ancora Cacciatore- e’ stata sollevata l’obiezione che cosi’ facendo si sarebbe tornati all’idea di Ato provinciale, contro la quale ha votato il recente Consiglio straordinario sui rifiuti al fine di tutelare i territori di provincia dalla possibilita’ di diventare sede di discarica romana: chiedendo cosi’ a Roma Capitale di rappresentare un Ato a se’ stante, facendo la sua parte e sul suo territorio, in termini sia di trattamento che di smaltimento.”

“Ho espresso la contrarieta’ sia all’emendamento della Giunta che al sub-emendamento. La stessa maggioranza era pronta a votare contro l’emendamento della sua stessa Giunta. La Giunta tuttavia ha riformulato la disposizione senza imporre che i rifiuti di Roma siano destinati a Colleferro, lasciando cosi’ la possibilita’ alle forze politiche di convergere per la definizione di un Ato a se’ stante di Roma Capitale”.

“Il Movimento- aggiunge il consigliere- serve a garantire rappresentanza alle esigenze delle comunita’, impedendo ingiustizie come quella di Roma che agisce danno delle Province. Il Movimento non puo’ prestarsi a prese di posizione di mera appartenenza, che danneggiano territori piu’ vulnerabili, non risolvono problemi ma si rivolgono all’unico intento di attrarre consenso: perpetuando le bagarre incomprensibili per i cittadini, che da sempre si risolvono per aumentare l’insostenibilita’ dello sviluppo e l’invivibilita’ dei territori”.

“A Colleferro gli abitanti hanno il lindano (beta-esaclorocicloesano) nel sangue e il cromo-esavalente nel sottosuolo- ricorda Cacciatore- Prima di quell’impianto come di tutti gli insediamenti, per quanto mi riguarda sara’ il caso di verificare il rispetto dei limiti di legge sulle sostanze inquinanti. Colleferro come tutte le province non merita, dopo anni di violenza ambientale, di veder conferita sul proprio territorio tutta la Fos di Roma e quasi tutta quella del Lazio. Sono felice del fatto che oggi, a differenza dello scorso consiglio straordinario (quando proponevo una posizione della stessa natura), sia stata approvata una posizione di salvaguardia per Colleferro e la sua situazione di conclamata crisi ambientale”.

“Tra i miei emendamenti- prosegue- sono stati poi approvati: gli stimoli ad ispirare il futuro Piano Regionale Rifiuti alla preferenza sia per impianti di compostaggio aerobico rispetto al trattamento anaerobico (biogas e biometano) dell’organico – come vuole anche il quadro normativo – che agli investimenti pubblici anziche’ privati; l’esigenza di prevedere quadri economico-finanziari che rendano credibili questi obiettivi, dotando il Piano Rifiuti di misure transitorie e studio dei costi per il raggiungimento degli obiettivi fissati.”

“Sto con le iniziative piu’ sostenibili e contro il monopolio privato dei servizi pubblici. Sto con i territori piu’ deboli di provincia, cosi’ come sto, durante l’attuale fase di decisione in tema di stoccaggio e discariche a Roma, con i territori della Capitale che hanno gia’ dato in tema di impatto ambientale: Malagrotta, Salario e Rocca Cencia devono essere lasciati in pace, Falcognana non puo’ essere l’unico sito individuato”, conclude Cacciatore.