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Caffè Greco salvo: niente sigilli almeno fino a 8 gennaio

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Roma – Niente sigilli. Almeno fino all’8 gennaio. È stato rinviato lo sfratto del Caffè Greco, lo storico locale di via dei Condotti, a Roma, in attività da 260 anni.

Il mondo politico e culturale si era dato appuntamento questa mattina alle 7.30 per impedire i sigilli, ma non ce n’è stato bisogno, perché i legali dei gestori (la proprietaria Flavia Iozzi e suo marito, l’amministratore delegato Carlo Pellegrini) hanno depositato ieri un’istanza in cui sostengono di non aver incassato le diciotto mensilità che la proprietà (l’ospedale Israelitico), nel momento in cui si separa dall’inquilino di un locale commerciale, deve versare come indennità per la perdita dell’avviamento del locale. L’ospedale Israelitico sostiene però di aver versato l’importo.

“Il giudice ha ritenuto di fare ulteriori approfondimenti sull’eseguibilità- ha spiegato Pellegrini incontrando i giornalisti, alla presenza degli esponenti politici di centrodestra Maurizio Gasparri, Federico Mollicone e Fabrizio Cicchitto- Noi andiamo avanti. La questione riguarda tutti i romani e tutti gli italiani.

“Si dovrà trovare un accordo, con le buone o con le cattive, tra la proprietà delle mura e la proprietà dall’azienda, che siamo noi, che deteniamo il marchio, gli arredi, le opere. Il ministero dei Beni culturali sta seguendo la vicenda, ma il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dovrebbe muoversi per fare da mediatore“.

Finora i gestori pagavano di affitto circa 17 mila euro al mese. La richiesta dell’Israelitico è intorno ai 150 mila euro. Secondo i ben informati, ci sarebbero marchi internazionali pronti a subentrare. Uno di questi è Moncler, che ha le vetrine poco più in là. “Moncler deve parlare con me, se c’è batta un colpo” ha aggiunto Pellegrini.

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