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Campus Bio Medico, riapre il pronto soccorso

Roma – Il Dipartimento di Emergenza e Accettazione del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico riapre i battenti, dopo la temporanea sospensione dovuta alla richiesta della Regione Lazio di attivare un reparto Covid-19 legata alla seconda ondata della pandemia. Negli ultimi 7 mesi il reparto ha messo a disposizione 94 posti letto di cui 46 di terapia intensiva. Sono stati curati 1.200 pazienti e 150mila sono i tamponi processati.

Ma ora si torna al progetto originale: “La riapertura del Pronto Soccorso per noi acquista un significato particolare- ha dichiarato Felice Barela, presidente del Campus Biomedico – Desideriamo vivamente che sia il ritorno alla vita normale, alla vita normale di questo policlinico universitario”.

Tali parole sono state pronunciate nel corso della cerimonia di riapertura a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore Sanità e Integrazione Socio-Sanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato e il Direttore generale Asl Roma2 Giorgio Casati.

“In questi mesi- ha detto il governatore del Lazio- siamo stati i protagonisti assoluti della campagna contro il covid, ora per la vaccinazione. Ma parallelamente si allarga e si rafforza l’offerta sanitaria ai cittadini. L’apertura nella Capitale di un nuovo Pronto soccorso è un altro segnale che rende chiaro quanto è importante essere davvero in grado di rispettare i valori costituzionali che riguardo alla salute sono molto chiari. La salute- ha conclcuso- è un diritto e questo va garantito attraverso un ampliamento dell’offerta dei servizi”.

La moderna struttura si rivolge a un bacino potenziale di circa 300mila residenti per un afflusso stimato in 48mila accessi annui e sarà attiva dalle ore 17.00 di oggi. Il DEA è sviluppato su 2.100 metri quadrati completamente integrati nell’edificio del Policlinico, accreditato Joint Commission International, e realizzato seguendo i più aggiornati modelli organizzativi, tecnologici e di triage.

Presso il nuovo Pronto soccorso è attiva anche una postazione ARES 118. Inserito nel territorio della Asl Roma 2 che conta 1,3 milioni di abitanti, in via Àlvaro del Portillo 192, nel quartiere di Trigoria, il Pronto soccorso del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico accresce l’offerta di sanità pubblica nel quadrante sud ovest della Capitale e dei territori limitrofi (Eur, Spinaceto, Mostacciano, Laurentino, Pontina) in risposta ai bisogni di salute delle persone.

Secondo Giorgio Casati, direttore della Asl Roma 2, “il Campus sta dando la risposta che i cittadini si aspettavano. Un presidio che nasce già i integrato nella rete di emergenza e urgenza”. Gli spazi del DEA, pronti all’apertura già ad aprile 2020 e riconvertiti in Covid Center durante la prima ondata della pandemia (marzo – aprile 2020), sono stati aperti al pubblico per la prima volta il 1° settembre del 2020. Dopo 58 giorni, il 28 ottobre dello scorso anno, il DEA ha sospeso le proprie attività per lasciar spazio al Campus Covid Center 2.0.

Il Pronto soccorso amplia la rete dell’Emergenza-urgenza di Roma mettendo a disposizione della collettività un nuovo DEA di I livello. È inserito nelle reti tempo-dipendenti della Regione Lazio per assicurare cure tempestive per tutte le patologie e, in particolare, per quelle: cerebro-vascolari acute (ictus), – vascolari acute (aneurismi), cardiologiche acute (infarti), – cardio-chirurgiche, oltre che per tutti i casi di traumatologia e di patologie chirurgiche acute.

La struttura del nuovo Pronto soccorso, dispone di una sala operatoria dedicata posta nelle immediate vicinanze dell’alta intensità così come la Radiologia interventistica e l’Emodinamica. Può contare inoltre su un servizio di Diagnostica per immagini dedicato dotato di una TAC 300 strati ad altissime prestazioni.

Tra gli elementi caratterizzanti: l’organizzazione del flusso dei pazienti per livelli di gravità (suddivisa in medio-bassa e alta intensità). Grande attenzione è stata dedicata alla privacy, al comfort e al benessere dei pazienti con la predisposizione di aree OBI (Osservazione Breve Intensiva) da 8 letti per chi necessita di un periodo di osservazione maggiore e di una Holding Area da 12 letti separati tra uomini e donne per chi attende il posto letto per il ricovero o il trasferimento in altre strutture in caso di mancanza di posto letto disponibile.

Dispone di un percorso protetto febbre creato per gestire in sicurezza gli accessi al Pronto soccorso riducendo al massimo i rischi in questo periodo connessi alla pandemia Covid-19.

Il percorso protetto febbre realizza un itinerario obbligato per tutti creando un passaggio di pre-triage tra l’esterno e la struttura sanitaria grazie al quale è possibile separare completamente i flussi al loro arrivo, prima ancora di essere sottoposti al triage, inviando i pazienti sospetti verso un itinerario dedicato, isolato, confortevole e diverso da quello dei pazienti che non presentano caratteristiche di rischio. All’interno del DEA il triage è dotato di sale di prima visita.

Importante anche l’investimento sull’accessibilità: nel parcheggio del Pronto soccorso saranno presenti stalli riservati a persone con disabilità e un parcheggio rosa. L’eliporto è posto a pochi metri dall’ingresso del DEA e permette l’utilizzo delle eliambulanze.

“Con questa riapertura – ha affermato Paolo Sormani, direttore generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – torniamo a dare risposte di salute all’interno della rete regionale dell’emergenza e delle reti per fronteggiare le patologie tempo dipendenti come ictus, aneurismi e infarti.”

“L’esperienza maturata con la creazione del Campus Covid Center e del Campus Covid Center 2.0 è un patrimonio di conoscenze preziose che hanno permesso di riorganizzazione il Pronto soccorso per rispondere in maniera sicura ed efficiente nel post pandemia. Il DEA di I livello del Policlinico Campus Bio-Medico oggi può contare anche sulla presenza di una postazione dell’ARES 118 che, assieme all’eliporto, garantisce la possibilità di accesso rapido anche da territori lontani o raggiungibili solo in volo”.