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Cancellate vie con nomi scienziati fascisti, Raggi scopre nuove targhe foto

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Roma – Via Arturo Donaggio, Largo Donaggio e Via Zavattari non ci saranno piu’. I nomi dei tre scienziati firmatari del ‘Manifesto della Razza’ sono stati rimossi dalle strade romane che li ricordavano per essere sostituiti, rispettivamente, da Via Mario Carrara, Largo Nella Mortara (fisica) e Via Enrica Calabresi (zoologa). Tre scienziati che, invece, scelsero di non firmare il Manifesto del 1938 e per questo furono perseguitati dal regime.
Le nuove targhe sono state scoperte questa mattina dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, all’evento conclusivo del processo partecipativo che ha permesso ai residenti e agli studenti delle scuole del IX e XIV Municipio (dove si trovano le tre strade) di scegliere la nuova denominazione.
Mario Carrara, medico, fu uno dei 12 docenti universitari italiani che rifiutarono il Giuramento di fedelta’ al Fascismo; Nella Mortara, fu una delle primissime docenti donna di fisica alla Sapienza, mentre Enrica Calabresi, zoologa, fu ordinaria di entomologia a Pisa e si suicido’ nel ’44 per sfuggire alla deportazione ad Auschwitz.
“Oggi stiamo scrivendo un pezzo di storia di Roma e dell’Italia- ha detto Virginia Raggi ai ragazzi raccolti nella Multisala Andromeda, in via Battistini- Il contributo di ciascuno di voi e’ stato fondamentale. Dobbiamo imparare a comonosce la storia per capire chi siamo stati e scegliere come vogliamo essere. Con questo atto voi avete fatto una scelta di campo, avete scelto e preso una posizione. E si puo’ scegliere solo se si e’ consapevoli.
Studiare la nostra storia, quindi e’ fondamentalmente. Ognuno di noi puo’ essere argine alla riproposizione degli errori e degli orrori del passato per confrontarci poi con il presente- ha concluso Raggi- Oggi sento spesso dire ai Rom ‘tornate al vostro Paese’, ma sono gia’ nel loro Paese. Dobbiamo difendere i principi della nostra costituzioni e piu’ di tutto l’art 3: tutti i cittadini sono uguali”.
Nel corso della mattinata sono stati proiettati degli spezzoni del documentario ‘1938. Quando scoprimmo di non essere piu’ italiani’, realizzato da Pietro Suber e prodotto da Dario Coen.
Il documentario racconta la storia di Lea Polgar, vittima delle leggi razziali. “Sono passati 81 anni dal quel 1938 e siamo siamo ancora qui a domandarci come sia stata possibile l’affermazione di un’ideologia violenta basata sulla discriminazione- ha commentato Roberto Fico, presidente della Camera, in una lettera inviata ai partecipanti- Questa cerimonia costituisce un monito per mantenere vivi i valori costituzionali, contro ogni pericolo di discriminazione e odio razziale. Pericolo che emerge nel crescente ricorso al linguaggio di odio. Non possiamo mai abbassare la guardia contro gli spettri del razzismo ed ogni forma di odio. Ad essere minacciato e’ il nostro patrimonio comune di principi, la nostra identita’”.
Tanti gli studenti che sono voluti intervenire per alimentare un dibattito quanto mai attuale.” Voi ragazzi siete liberi, potete scegliere dove e come vivere, essere parte di un sistema di diritti e di doveri. Ma negli anni del fascismo e della guerra questo fu vietato a molti- ha aggiunto Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunita’ ebraiche italiane- La storia e’ fatta di piccole storie di persone. E anche di tante piccole strade che sono storia. In queste ore in altre citta’, come Verona, si sta confermando la strada intitolata ad Almirante. I nomi hanno sempre una storia e un significato, non sono li’ per caso. Non dobbiamo permettere che pochi antisemiti possano minacciare la nostra Italia”.
Presenti in sala anche Lewis Eisenberg, ambasciatore Usa in Italia e Dror Eydar, ambasciatore di Israele. In conclusione la sindaca ha rassicurato tutti gli abitanti e i commercianti delle vie interessate: “Cambieremo i documenti cercando di arrecare meno danno possibile. Perdonate il disagio, ma si tratta di un evento storico”.

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