Capriccioli: circolare Viminale aumenta tensione in Cpr

Roma – “Di fronte all’emergenza sanitaria in atto, da subito, come Radicali, abbiamo chiesto al governo misure specifiche per la tutela dei detenuti nelle carceri e ci siamo preoccupati delle persone trattenute nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, strutture che le ospitano in attesa di essere espulse dall’Italia”. Cosi’ in una nota Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali.

“Al ministro Lamorgese, oltre alla fornitura nei centri di presidi sanitari adeguati a tutela di ospiti e operatori, abbiamo chiesto di sospendere i nuovi ingressi che rischiano di diffondere il contagio all’interno dei centri- spiega Capriccioli- Oggi, dalla lettura della nuova circolare rivolta agli enti gestori dei Cpr, deduciamo che la nostra richiesta e’ stata ignorata: si chiede infatti agli enti gestori di mettere in quarantena le persone in ingresso per assicurarsi che passino isolati i 14 giorni”.

“In piu’ si ribadisce il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari, nonostante l’impossibilita’ di ricevere visite di familiari e legali, prescrivendo al tempo stesso agli enti gestori di predisporre una serie di controlli sanitari evidentemente al di fuori delle loro possibilita’- continua Capriccioli- Si tratta di un vero e proprio accanimento, non soltanto ingiustificato alla luce della difficile situazione che stiamo vivendo, ma anche incompatibile con il carattere di queste strutture, che sono finalizzate a una detenzione meramente amministrativa”.

“Tutto cio’, inoltre, continua a mettere a rischio non solo la salute di ospiti, operatori e forze di polizia- conclude Capriccioli- ma genera tensioni che, in un momento difficile come questo, sarebbe bene prevenire e stemperare”.