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Casa Internazionale Donne: Raggi, sfratto nascosto in Memoria di Giunta?

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Roma – “Una palese contraddizione: mentre le assessore prendono finalmente atto che, grazie alla recente legge finanziaria, i luoghi autogestiti delle donne debbono avere in concessione gratuita locali del patrimonio pubblico, per la Casa Internazionale di via della Lungara, viene ribadito un annuncio di sfratto.”

“Non vorremmo pensare all’ipotesi che dopo anni di discussioni e mesi di silenzio questa Memoria di Giunta sia una provocazione invece che un atto a favore delle donne. Il comodato d’uso deve servire per aprire nuovi spazi, non per chiudere quelli che ci sono e funzionano”. Cosi’ in una nuova stampa la Casa internazionale delle donne di Roma.

“Cosa fara’ il Comune di Roma nelle more del bando? Chiudera’ i servizi, la biblioteca, l’archivio, lo sportello sociale, le consulenze sanitarie, psicologiche e legali, lo spazio per i bambini?- continua la Casa di via della lungara- Terra’ tutto chiuso, in modo che anche il Buon Pastore, mantenuto dalla fatica delle donne che lo gestiscono e lo hanno gestito anche durante la pandemia, finisca nell’abbandono e nel degrado, come le parti di quello stesso edificio che il Comune gia’ adesso gestisce e sono tuttora desolatamente vuote?”

“Le assessore annunciano di voler dar seguito all’ordine del giorno del Consiglio comunale che, approvato due anni fa, prevede che le associazioni della Casa vadano via dal Buon Pastore e il Comune gestisca direttamente l’edificio, mettendo a bando i singoli servizi.”

“Forse le assessore non hanno letto bene gli articoli di legge: il Parlamento ha deciso che il comodato d’uso deve essere concesso a luoghi autogestiti dalle associazioni femminili e femministe e ha anche deciso di assegnare 900mila euro al consorzio di associazioni che gestiscono il Buon Pastore per risolvere il contenzioso e consentire alla Casa di continuare a restare per gestire le sue attivita’”.

Il Parlamento, ricorda la Casa, “ha riconosciuto il valore delle attivita’ svolte dalla Casa Internazionale e ha deciso che debba continuare a restare aperta. Il Comune vorrebbe rispondere invece con uno sfratto. La convenzione della Casa Internazionale delle donne e’ stata revocata per morosita’. Ora la morosita’ non c’e’ piu’, la convenzione deve essere ripristinata fino alla scadenza naturale del dicembre 2021. Con il comodato gratuito”.

E conclude, rivolgendosi direttamente alla sindaca di Roma Virginia Raggi: “Le Case delle donne, cara sindaca, non sono solo luoghi dove si erogano servizi ma luoghi autogestiti, di democrazia e di cittadinanza attiva, luoghi della cultura delle donne e dell’inclusione sociale, delle pratiche fra donne e a favore delle donne, dove si combatte la violenza maschile e si sviluppa una nuova cultura che ha le radici nella liberta’, dove si da’ spazio alle libere soggettivita’ e si lavora alla coesistenza delle differenze, dove si promuovono i diritti e le liberta’ delle donne. Le Case delle donne sono luoghi del pensiero e delle pratiche femministe. Per questo, domani giovedi’ 11 alle ore 12 saremo in piazza del Campidoglio”.

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