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Caudo: battaglia per chiusura Tmb Salario non è ancora vinta

Roma – “La battaglia per la chiusura dell’impianto a oggi non e’ vinta, manca un atto ufficiale che dichiari e ufficializzi la chiusura. Serve subito un gruppo di lavoro per il nuovo utilizzo dell’area, dove nessun rifiuto potra’ piu’ entrare, ma alla Regione non risulta pervenuta una dichiarazione di chiara volonta’ di dismissione dell’impianto per la conseguente revoca dell’Aia”. A dirlo e’ stato il presidente del III Municipio di Roma, Giovanni Caudo, che oggi e’ stato audito in la commissione parlamentare d’inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti, cosiddetta commissione Ecomafie, in merito al rogo scoppiato all’alba dell’11 dicembre del 2018 che ha distrutto l’impianto di trattamento meccanico biologico di via Salaria, a Roma, di proprieta’ dell’Ama, partecipata di proprieta’ al 100% del Campidoglio.

“INACCETTABILE RITORNO RIFIUTI, AREA SIA SPAZIO PUBBLICO” – Per il minisindaco “la trasferenza e’ un’eventualita’ che riteniamo inaccettabile e ribadiamo che il sito e’ in una zona urbana a soli 50 metri dalle prime case e 150 da un asilo nido, non idonea assolutamente ad alcuna attivita’ di trattamento e trasferenza: tutto questo lo abbiamo scritto in una lettera alla sindaca Raggi a cui non abbiamo mai avuto risposta. I cittadini chiedono l’immediata revoca dell’Aia conseguente alla dichiarazione di volonta’ di dismissione, la definitiva rimozione di tutti i rifiuti ancora presenti, 5mila tonnellate di frazione organica stabilizzata e il cambio di destinazione dell’area con un percorso partecipato mettendo solo due paletti: che non ci siano piu’ rifiuti nell’area e che i cittadini vengono risarciti non con i soldi, ma con la possibilita’ di avere un parco e spazi pubblici con affaccio sul fiume”.

Oggi, ha spiegato Caudo, “siamo qui perche’ si e’ negato per anni, anche nonostante la relazione critica dell’Arpa, che l’impianto Tmb di via Salaria provocasse problemi e molestie nella vita quotidiana dei cittadini, senza neanche fare speculazione sui problemi di salute che si sono riscontrati: era l’unico impianto i cui dati di conferimento erano in continuo aumento facendolo diventare il principale impianto della citta’ e trattando la meta’ di tutti i rifiuti Capitale, una verita’ coperta da autorita’ e istituzioni. Era impossibile uscire di casa, i bambini dell’asilo a pochi metri dall’impianto erano chiusi dentro, in tantissimi avevano occhi rossi e tosse, nausea e vomito e i piu’ colpiti sono stati i piu’ deboli, bambini e anziani, che ci hanno rimesso per anni: problemi poi scomparsi improvvisamente con il rogo rogo dell’impianto”.

“ATTEGGIAMENTO NEGAZIONISTA CAMPIDOGLIO, CHIEDANO SCUSA” – Per il presidente del III Municipio della Capitale, “sa qui oggi si deve levare una sola voce: scusateci se non siamo intervenuti, scusateci se non si e’ stati in grado di dare un ciclo diverso dei rifiuti a Roma di cui il malfunzionamento del Tmb Salario e’ solo la punta di un iceberg scaricato sui cittadini. Tutto questo davanti all’atteggiamento negazionista di Ama e del Campidoglio: abbiamo dovuto noi convocare la Asl per avere i dati della diossina, ma ricordo che la garanzia della salute dei cittadini e’ competenza della sindaca, che invece non mai e’ venuta neanche a incontrare i cittadini per tranquillizzarli. Incomprensibile poi e’ stato il silenzio sotto cui e’ stata fatta passare la nube tossica che ha imperversato sulla citta’, mentre per una banale allerta meteo negli scorsi giorni siamo stati convocati dalla Protezione civile”.