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Cave di Guidonia, Villalba a rischio frane

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Cave di Guidonia, Villalba a rischio frane – Già in passato gravi fenomeni di subsidenza nella zona –

Chi dovesse per caso trovarsi a sorvolare la zona geografica limitrofa a Roma, tra Villalba e Guidonia Montecelio, vedrà con i suoi occhi l’esistenza, davvero sorprendente ed inusitata, di una enorme voragine, larga quattrocento ettari e profonda trenta metri, equivalente a centoventimilioni di metri cubi. Opera dell’atterraggio di una enorme astronave Ufo, si chiederà stupito?

Neanche per sogno!

Questa immane voragine creata nel terreno non è dovuta ad alieni, ma solo allo stolido genere umano, pur non essendovi nulla di umano nei misfatti che, in modo abitudinario e continuativo, essi compiono irresponsabilmente sul pianeta.

Per dare un nome agli inumani devastatori, bisognerà con pazienza andare a ritroso di 60 anni, e far mente locale sulle concessioni, quasi tutte richieste ed autorizzate, dalla massima autorità a livello locale (la Regione), agli scavatori di cave per l’estrazione del travertino.

Il business fu così lucroso per i solerti imprenditori-escavatori da spingerli velocemente a riunirsi in una potente lobby affaristica e da incentivarli a trasformarsi in irriverenti termiti giganti, utili solo con la loro ricca attività a devastare la ridente morfologia paesaggistica della zona, trasformandola in un arido, irriconoscibile cratere.

Ora, spontaneo domandarsi, come mai negli ultimi 60 anni, Regione ed Autorità comunale locale di competenza (preposta quest’ultima al rilascio delle proroghe delle concessioni), non si siano soffermate a vigilare e ad esigere il rispetto delle precise volontà contrattuali? Clausole del contratto di concessione che prevedono, tra l’altro, a fronte dell’attività di scavo, anche quella, espressamente vincolante per il concessionario, del completo riempimento, con il materiale estratto di risulta di travertino non venduto, dell’area utilizzata per la ricerca e l’estrazione.

Ci è ben chiaro che nessuno si sforzerà  di risolvere questo angoscioso quesito, palleggiandosi, come al solito responsabilità, ben coperte da normative e disposizioni controvertibili ed a volte addirittura artatamente di difficile interpretazione, per poterle così orientare per lo più in modo decisamente sfavorevole per lo Stato ed i suoi cittadini; con l’ulteriore ausilio di una burocrazia politicizzata ed al servizio unicamente degli interessi dei partiti di appartenenza.

Solo così si spiega l’esigenza per gli imprenditori degli scavi di riunirsi in apposite Lobbies, con le quali, per il tramite dei politici del momento, piegare ai loro voleri la burocrazia del settore, ostacolando i controlli ed il normale rispetto delle principali clausole contrattuali di concessione.

Troppo facile sarebbe, in questi momenti di alta tensione nel Paese, sparare sulla politica e sui politici che si sono succeduti in tutti questi anni, facendo i loro nomi e citando le loro appartenenze partitiche, unitamente a quelli di tutti i burocrati succedutisi nel tempo.

Ma non è questo, al momento, il nostro compito né il nostro intendimento, non avendo ancora tutta la documentazione richiesta a disposizione.

Riteniamo doveroso complimentarci con il vertice del Comune di Guidonia e con i suoi dirigenti, per il blocco motivato delle proroghe delle concessione, in particolare per i motivi che di seguito preciseremo.

Desideriamo, infatti, richiamare l’attenzione di tutti, politici, amministratori pubblici, imprenditori del settore, sul pericolo anch’esso, di proporzioni devastanti, come la fossa già generata dagli scavi, che si sta correndo, di un possibile evento franoso generalizzato nella zona. Evento che potrebbe coinvolgere tutte le abitazioni di Villalba di Guidonia, una frazione con non meno di 50mila abitanti.

Un precedente, sia pur parziale in tal senso, dell’anno 2008, verificatosi a Villalba di Guidonia, è stato il fenomeno della così chiamata “subsidenza”, quando si intervenne su frane e crepe generatesi nei muri di un certo numero di abitazioni adiacenti lo scavo incriminato.

Il fenomeno indicato, pur inducendo al ragionevole sospetto tutti, per un possibile nesso causale con la voragine degli scavi e con il trentennale pompaggio di enormi quantità di acqua di falda che hanno causato nel tempo il vertiginoso abbassarsi della falda stessa, ovviamente, venne immediatamente fatto con decisione derubricare, per il tramite del mondo politico, da tecnici ed esperti consultati.

Per calmare le acque e rasserenare tutti sul fatto che non vi fosse alcuna interrelazione tra scavi e subsidenza, la Regione commissionò uno studio  circostanziato sul fenomeno ad un noto centro di ricerca (C.E. R. I.), per la modica somma (segnalataci informalmente in Regione), quale parcella, di due milioni di euro.

A quanto ci consta e con l’ausilio di documentati esperti consultati, quello Studio non giunse, “lodevolmente” a nostro modo di vedere e di molti esperti, ad alcun risultato chiarificatore nelle sue conclusioni (o per lo meno dissimulandolo tra varie altre possibili concause), forse a causa, malignamente sottolineiamo noi, della irrisoria cifra pagata per la consulenza. Lo stesso Studio, anzi, a quanto pare, ventila testualmente, forse per non rendersi corresponsabile di poco auspicabili eventi futuri, in poche e contorte righe, la possibilità di un reale nesso causale tra scavi e avvenuto cedimento del terreno per “subsidenza”, lasciando irrisolto il dubbio per ulteriori eventuali frane e rimandando ad una decisione futura la definizione di un tempo “T” in cui le cave si dovranno chiudere (senza che mai, in seguito, questo tempo “T” sia stato mai definito!).

Per la tranquillità di tutti, i cittadini di Villalba tra i primi, sarebbe di gran conforto ed esempio apprezzabile di democratica trasparenza, la pubblicazione on line dello Studio commissionato dalla Regione Lazio, costato ai cittadini una cifra così ragguardevole.

In aggiunta, sarebbe oltremodo gradito, anch’esso come esempio di vera trasparenza, l’elenco completo dei nominativi di quanti hanno partecipato alla stesura dello stesso Studio e di chi, negli anni, ha fatto parte della CRC-Commissione Regionale Cave, appositamente  costituita in Regione, che esprimeva obbligatoriamente il parere sui progetti di escavazione.

Riteniamo che dalla pubblicazione di quest’ultima, forse potremmo avere delle belle sorprese.

Concludiamo chiedendo sommessamente, ove possibile, a politici ed amministratori in carica, essendo ormai trascorsi 10 anni dal primo smottamento (subsidenza) dei terreni delle cave adiacenti alle zone abitate, di evitare il ripetersi di avvenimenti disastrosi del tipo Ponte Morandi di Genova, ma questa volta con molte più vittime, essendo 50 mila gli attuali abitanti di Villalba di Guidonia.

Pier Francesco Corso

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