Centocelle, palestre e ristoranti in piazza: Conte pagaci le spese foto

Roma – “Conte, alle imprese pagagli le spese”, questo il coro che arriva da Piazza dei Mirti, cuore del quartiere Centocelle a Roma, dove i gestori di palestre, ma anche imprenditori, baristi, proprietari di locali e ristoranti della zona stanno manifestando per esprimere il loro dissenso contro le ultime regole governative di contenimento dei contagi.

Il sit-in fa capo al neonato Movimento Unito Lavoratori Italiani: “Tengo a specificare che non siamo assolutamente negazionisti, fascisti o cosi’ irresponsabili da pensare che non servano provvedimenti restrittivi; chiediamo, pero’, di essere ascoltati da chi ha il potere di decidere della nostra vita”, ha spiegato Davide Di Clemente, titolare di alcune palestre e locali, promotore della manifestazione che ha detto: “Ci siamo autodefiniti M.U.L.I., come i muli, perche’ siamo quelli che lavorano a testa bassa e tirano avanti sempre”.

Alcune centinaia le persone in piazza, tutti indossano le mascherine. La manifestazione statica, sta vendendo alternarsi al microfono imrenditori e negozianti della zona: “Vanno bene i Dpcm, noi non siamo essenziali al momento secondo il Governo, ma dobbiamo mangiare” ha detto uno degli organizzatori.

“Chiudendo le serrande alle 18 ci condannano a morte- ha detto il proprietario di una palestra di zona- chiudendo le palestre fanno un danno sociale e psicologico”, ha detto il titolare della piscina Salvetti.

Un altro imprenditore ha detto dal microfono della piazza: “Non siamo qui in veste politica, io non porto nessuna casacca. Vi dico quattro parole: dipendenti, utenze, affitti e F24. Sono le voci che a noi tolgono soldi tutti i mesi, al di la’ dei decreti. Anche io ho paura per il sistema sanitario sanitario. Non sono contrario alla chiusura, ma quando riapriro’ voglio ritrovarmi come sono ora e non sottoterra”, ha concluso innescando l’applauso della piazza.

Prendendo la parola un altro imprenditore di zona ha sottolineato: “Abbiamo deciso di organizzare questa manifestazioine per un problema reale e per chiedere risposte concrete. Qui non stiamo facendo un comizio politico, ci rivolgiamo a Conte perche’ e’ lui che e’ li’ in questo momento, ma io non ho preferenze politiche. Se vogliono che rimaniamo chiusi ci devono pagare e devono sostenere le nostre spese. Devono dare i soldi ai nostri dipendenti. Questo e’ il nostro obbiettivo”.