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Centro antiviolenza, coworking e convegni in stabile Ater al Quadraro

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Roma – “Non ci posso credere”. Nicola Zingaretti ha iniziato a scattare foto col telefonino per immortalare una incompiuta di Roma da sessanta anni. Era il 1961 quando l’allora Iacp (Istituto autonomo delle case popolari) avrebbe dovuto costruire in via Sagunto, al Quadraro, una casa del quartiere.

Per oltre mezzo secolo e’ rimasto solo uno scheletro su due piani, diventato col tempo rifugio per tossicodipendenti e luogo di degrado e abbandono tra le contestazioni di chi nelle case adiacenti abitava e separava di sindaco in sindaco, di presidente di Regione in presidente di Regione che si realizzasse quanto previsto in origine.

Sessanta anni dopo questo accadrà. L’Ater Roma, nello stabile di sua proprietà, con un investimento di 4 milioni di euro realizzerà al piano terra uno spazio coworking, un’area wifi, una sala convegni e uno spazio espositivo, mentre al primo piano nasceranno dodici alloggi per donne vittime di violenza. All’esterno, nella grande corte alberata, un campo di bocce e un’area comune di socializzazione. Il tutto su “suggerimento” del comitato di quartiere. Perché la progettazione e’ stata figlia di una consultazione popolare che ha deciso cosa fare e dove.

I lavori per la rigenerazione urbana, l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico sono iniziati oggi, alla presenza del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, dell’assessore regionale alla Casa, Massimiliano Valeriani, e del dg di Ater Roma, Andrea Napoletano, e termineranno tra quasi due anni.

“Questo immobile non ha mai visto piena vita per la funzione sociale e partecipativa che aveva- ha spiegato Napoletano- Abbiamo fatto una ricognizione di fondi attribuiti, poi scaduti e tolti a quest’opera. Ci vorranno otto mesi per gli interventi strutturali e le coperture e 12 mesi per la parte interna: in meno di due anni sarà consegnato ai cittadini”. Che adesso festeggiano: “Finalmente ce l’abbiamo fatta”.

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