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Cgil: disastro annunciato su cimiteri, soluzioni immediate

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Roma – “Sul degrado dei cimiteri capitolini e l’immobilismo di questi anni, abbiamo denunciato mesi fa che il progressivo peggioramento delle condizioni complessive del servizio, e di conseguenza la capacita’ di rispondere adeguatamente alle necessita’, non sia dipeso dall’aumento della mortalita’ dovuta alla pandemia Covid, ma da questioni preesistenti, a partire dall’assenza di strutture e di personale.”

“Non e’ mai stato dato seguito all’impegno assunto dalla Giunta ad agosto 2017, con la delibera che stabiliva la costruzione di quattro nuovi forni crematori, che, se fossero stati realizzati, avrebbero impedito di far vivere alla Capitale questa brutta pagina di storia”. Cosi’ denunciano Natale di Cola, Cgil Roma e Lazio, e Giancarlo Cenciarelli, segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio.

“Infrastrutture, assunzioni, organizzazione e snellimento delle procedure: nulla di tutto questo e’ stato fatto e non c’e’ nessuna previsione di adeguati investimenti per il futuro. Le assunzioni programmate sono ferme al palo, bloccate dal lungo e faticoso percorso di approvazione dei bilanci”, proseguono Di Cola e Cenciarelli.

“Le proteste di famiglie e addetti del settore in questi giorni sono il segnale esplicito di una situazione che gia’ da tempo e’ sul punto di esplodere. Nei mesi scorsi lo scandalo dell’inadeguata collocazione e conservazione delle salme in attesa di cremazione, poi la scelta delle cremazioni ‘a numero chiuso’, che ha solo aggravato i disagi alla cittadinanza ma non e’ servita a riportare il servizio a livelli sostenibili.”

“Il caos e’ destinato ad aumentare nelle prossime settimane se non si mettono in atto soluzioni immediate, adeguate a superare l’emergenza attuale e a porre le basi di una piu’ stabile tenuta del sistema anche dopo l’emergenza sanitaria. A partire da organizzazione e personale”, continuano i sindacalisti.

“Quello dei cimiteri e’ uno degli aspetti piu’ critici, tra le tante questioni aperte sulla gestione di Ama, che per ovvie ragioni eleva l’indignazione dei cittadini di fronte ai disservizi.”

“Da una parte l’incapacita’ dell’azienda di intervenire in modo piu’ incisivo su manutenzioni, condizioni di lavoro del personale, in stato di agitazione da mesi, e procedure amministrative, dall’altra il timone politico di Roma Capitale che ha portato allo stallo sui bilanci e sul rilancio industriale dell’azienda, ancora oggi in discussione.”

“Sicuramente quel che poteva e doveva essere fatto, non lo e’ stato. Serve una svolta immediata per dare risposte alle necessita’ dei cittadini e uscire da una crisi complessiva a cui e’ fondamentale porre rimedio, senza piu’ nascondersi dietro scuse o rinvii”, concludono.

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