Cgil: nuove assunzioni, accordo con Ama: 285 nel 2020

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Roma – “Ci sono voluti oltre 10 anni, due scioperi, decine di picchetti e assemblee cittadine, centinaia di assemblee sui posti di lavoro. Ma alla fine Ama, dopo la modifica della maledetta delibera 58 del 2015 e l’approvazione del piano assunzionale da parte della Giunta capitolina, potra’ tornare ad assumere. È uno dei tre tasselli per salvarla”. E’ quanto scrive in una nota la Fp Cgil di Roma e Lazio.

“Perche’ senza personale non si puo’ offrire un servizio adeguato, e l’affanno di queste settimane lo dimostra: in piena estate, quando solitamente la citta’ e’ piu’ pulita, anche a causa dell’improvvida internalizzazione della raccolta differenziata per le utenze non domestiche, Ama non ce la fa- ha spiegato il sindacato- Gli altri due tasselli sono il piano industriale e la stabilita’ finanziaria.”

“Servono gli uomini e le donne in divisa arancione, ma servono anche mezzi e impianti, un progetto industriale e una riorganizzazione dei servizi all’altezza della Capitale (rivedere il porta a porta, che causa condizioni di lavoro indecorose; rivedere i ‘giri’, ovvero l’organizzazione della raccolta; potenziare quella stradale effettuata tramite mezzi pesanti, pena un eccesso di raccolta manuale che ammala gli operatori). E servono bilanci solidi, approvati, in grado di sostenere la mission di un’azienda che va salvata, prima che rilanciata”.

L’accordo sottoscritto ieri “segna un passo avanti in questa direzione e sancisce un principio di responsabilita’ da parte di una importante azienda pubblica, in particolare in tema di appalti. Tardivo ma importante- ha continuato la Fp Cgil- Dopo aver per anni criticato le esternalizzazioni, in questi mesi abbiamo visto internalizzare i servizi in modo frettoloso e con ricadute pesantissime dal punto di vista sociale. Il piano assunzionale mette un primo paletto, una selezione apposita per valorizzale chi ha lavorato in appalto nel settore raccolta e trasporto rifiuti. È una vittoria vera, per quanto frutto di una mediazione. Ma gli accordi sono sempre frutto di una mediazione”.

Scendendo nel dettaglio del documento sottoscritto: “Le graduatorie, stilate tramite i Centri per l’Impiego della Regione Lazio, dureranno 3 anni e potranno essere prolungate per altri 3, di modo da permettere un percorso assunzionale lungo, che accompagni la riorganizzazione dei servizi e le eventuali future internalizzazioni. Si assumono, per il 2020, 3 figure: 225 operai di zona (una selezione per 100 inoccupati e una, come dicevamo, per chi ha gia’ operato nel settore), 40 meccanici e 20 operatori cimiteriali. Mentre la prima selezione si rivolgera’ a chi entra nel mercato del lavoro, le ultime 3 punteranno ad acquisire professionalita’”.

La partita sugli impianti “viste le difficolta’ di questa fase e la mancanza di un piano industriale, viene spostata al 2021. Ma per quanto ci riguarda resta prioritaria: o la Capitale si dota di impiantistica o qualsiasi progetto non avra’ le gambe per rilanciare Ama e chiudere il ciclo dei rifiuti”. Contemporaneamente “si aprono 4 tavoli, necessari per accompagnare questo processo: quello sul lavoro domenicale, ferita aperta in Ama e che va ricucita, gia’ programmato per l’1 settembre; riorganizzazione delle officine, necessaria per rilanciare un settore nevralgico per la tenuta del servizio; rimodulazione dell’orario di lavoro; riorganizzazione del servizio e reingegnerizzazione- ha proseguito il sindacato- Tra le tante difficolta’ questa e’ una vittoria. Una vittoria del sindacato unitario. Ma senza la politica, quella che decide e che puo’ accompagnare questo processo, il salvataggio di Ama non sara’ possibile”.

Secondo la Cgil “serve nell’immediato l’approvazione del piano finanziario tariffa, e nel breve periodo l’approvazione dei bilanci. Nelle prossime settimane seguiremo la prosecuzione dell’iter per arrivare in fretta alla pubblicazione dei bandi, e vigileremo affinche’ tutto avvenga nella massima trasparenza”.

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