Cgil: su sistema valutazione Azzolina deve aprire confronto

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Roma – “Il periodo delle iscrizioni dovrebbe essere un momento di riflessione pedagogica finalizzato alla crescita umana di ogni alunna e di ogni alunno, non la caccia spudorata al miglior prodotto sul mercato. L’episodio della scuola romana che fornisce sul suo sito, nella sezione dedicata alla presentazione dell’Istituto, elementi di dettaglio sulle caratteristiche economico-sociali della platea scolastica e’ l’esempio lampante di cio’ a cui puo’ portare la cattiva gestione dei dati al fine di trasformare l’orientamento scolastico in una ricerca di affermazione sul mercato dell’istruzione, conseguenza di una deleteria cultura liberista”. Cosi’, in una nota, la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

“In particolare riteniamo- si legge ancora- che il sistema di Scuole in Chiaro, dove compaiono anche i dati delle prove Invalsi ed il RAV, non sia un aiuto per le famiglie, ma la forma piu’ perversa e deleteria di benchmarking. Le scuole, tutte le scuole, devono essere luoghi di inclusione sociale, culturale e pedagogica. Per questo- prosegue la nota- chiediamo alla ministra Lucia Azzolina di aggiungere un punto al suo decalogo sulle priorita’ da affrontare da subito: la gestione del Sistema Nazionale di Valutazione”.

“La FLC CGIL- si chiude la nota- continua ad esprimere in ogni sede la sua contrarieta’ alle graduatorie di scuole ed all’uso distorto dei dati delle prove Invalsi e del RAV, strumenti di autodiagnosi, non di mercato. La Ministra- prosegue il comunicato- apra subito un confronto con le parti sindacali, a partire dalla gestione e dagli indirizzi del MIUR, e, nel merito, apra un confronto anche sul Sistema Nazionale di Valutazione, sulle sue finalita’ e sulle sue modalita’ di attuazione: attualmente e’ un Sistema alla deriva, che deve essere ripensato per offrire indicazioni di investimento per il miglioramento, non giudizi parziali che servono soltanto a segnare ulteriori diseguaglianze. Da parte nostra abbiamo gia’ aperto un dibattito al nostro interno che stiamo per portare in tutte le scuole del Paese, perche’ il tema della valutazione del sistema scolastico sia frutto di una cultura del progresso e non dell’esclusione”.

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