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Cimiteri, Cobas: Comune e Ama hanno gravi responsabilità

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Roma – “Locali tecnici al limite dell’agibilita’, mezzi elevatori spesso indisponibili, cestelli elevatori sulle cui competenze di guida andrebbe fatto un approfondimento, come anche sui palancati sopra i quali si opera senza alcuna imbragatura di sicurezza e, dulcis in fundo, parcheggi dei mezzi adibiti a depositi dei resti mortali sotto gli spogliatoi del personale. Tuttavia, mentre avviene tutto questo, sono centinaia le bare ferme nei depositi in attesa di essere cremate nonostante il forno crematorio lavori senza sosta”. E’ quanto si legge in una nota del sindacato Cobas Lavoro Privato.

Poi l’esaurimento degli spazi per l’interramento, come sta accadendo al Laurentino, ha creato un surplus di lavoro per il Flaminio e, al complicato iter burocratico delle pratiche cimiteriali, c’e’ la trascurata questione relativa al personale, con pensionamenti, decessi e licenziamenti, che hanno determinato un aumento dell’eta’ media e dei carichi di lavoro.

“Mancano i Preposti e il reintegro del personale fuoriuscito e’ atteso da anni, aggiunge il sindacato, tanto che i lavoratori sovente svolgono mansioni di livello superiore, da D1 a C1, per di piu’ vengono sbattuti da un cimitero all’altro con i relativi disagi che l’uscita fuori sede comporta, mentre le quote delle indennita’ economiche sono ferme da anni, poi chissa’ cosa accadra’ a breve quando scadra’ il contratto ai nove lavoratori interinali del Flaminio”.

Nel frattempo, concludono i cobas: “c’e’ la Giunta capitolina che in questi giorni e’ in fibrillazione e lancia slogan dal sapore tutto elettorale per un Ama finalmente salva e rilanciata, mentre l’intero sistema cimiteriale capitolino arranca sotto i colpi di una vergognosa organizzazione del lavoro e le ripercussioni sui servizi all’utenza di queste ultime settimane, ne sono una triste testimonianza”.

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