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Cisl: necessari nuovo termovalorizzatore, discarica e Tmb

Roma – Un nuovo termovalorizzatore da 350mila tonnellate, una discarica, la costruzione di un nuovo Tmb e l’uso di quello esistente a Guidonia. E ancora tre impianti di trattamento della frazione organica da 240mila tonnellate totali annue è una stazione di trasferenza nel quadrante nord di Roma. Sono gli impianti di cui Roma ha bisogno per chiudere il suo ciclo dei rifiuti secondo la Fit-Cisl Lazio, che nel corso di un convegno ha illustrato la propria proposta.

“Bisogna assumere la consapevolezza che il problema del ciclo dei rifiuti a Roma è rappresentato per lo più dalla gestione dei RUR (rifiuti urbani che residuano dalla raccolta differenziata, ndr) , la cui diminuzione va considerata in modo graduale”, ha spiegato Giuseppe Passacantilli dell’ufficio studi Fit Cisl Lazio.

“Necessitiamo di un Tmb da 250mila tonnellate, in sostituzione dell’obsoleto Tmb di Rocca Cencia, dell’attivazione del Tmb già pronto nel comune di Guidonia, che andrà in sostituzione di quello distrutto in via Salaria, di un moderno impianto di termovalorizzazione con una capacità di 350mila tonnellate annue e di una discarica di servizio”.

Secondo la Cisl la necessità di un termovalorizzatore nasce dal fatto che “come evidenziato in un recente studio di A2A (la multiutility del nord Italia che ha diversi termovalorizzatori in Lombardia, ndr) in collaborazione con l’European House Ambrosetti, nel giro di tre anni a livello nazionale le discariche saranno sature e questo comporta un nuovo impegno industriale per realizzare impianti di riutilizzo energetico che permetterebbero di colmare questo gap”.

Restando sulla filiera dei rifiuti indifferenziati, per favorire la raccolta ad avviso della Cisl serve “un impegno immediato a individuare un nuovo polo di trasferenza (una sorta di parcheggio che consente ai mezzi di non diventare discariche ambulanti, ndr) sito nel quadrante nord della città, al fine di migliorare la logistica delle trasferenze dei RUR”. Infine, per quanto riguarda la frazione organica “occorrono 3 impianti: 2 con una capacità di lavorazione ciascuno pari a 60mila tonnellate annue; 1 con capacità di trattamento di 120.000 tonnellate annue”.

Due di questi sono già previsti nel piano industriale di Ama e hanno già ottenuto le autorizzazioni dalla Regione. Tuttavia, secondo la Cisl e’ necessario “trasformare i due progetti impiantistici (relativi ai siti di Cesano e a Casal Selce), già presentati alla regione Lazio e autorizzati, riguardanti il solo trattamento aerobico dell’organico, in due progetti che prevedano la possibilità del trattamento integrato aerobico/anaerobico, al fine di poter recuperare, oltre al compost, anche il biometano: combustibile verde, da poter impiegare nei veicoli da usare proprio per la raccolta dei rifiuti. Un esempio tipico di economia circolare, proprio ai fini dell’obiettivo di decarbonizzazione dell’economia”.