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Civica: tre priorità che Lazio deve mettere subito in campo

Roma – Investire in sanita’, attrarre investimenti con un ruolo da protagonista e’ ridisegnare il modello della citta’ di Roma. Sono le “tre priorita’” che secondo il suo e gregario generale della Uil Lazio, Alberto Civica, la Regione deve “mettere in campo immediatamente”. Nel corso di un’intervista all’agenzia Dire, il sindacalista ha spiegato che “il primo provvedimento deve essere sulla sanita’. Non so quando finalmente si potra’ ragionare del fatto che la sanita’ privatizzata e regionalizzata sia stato un errore, spero che ci sia il ritorno a una maggiore centralizzazione della sanita’, ma sicuramente fino a quando le competenze saranno regionali sulla sanita’ bisogne investire. Meno privato e piu’ pubblico, piu’ controlli e meno pezzi di carta”.

Certo “non e’ possibile aprire una casa di riposo con le autocertificazioni. C’e’ bisogno che il personale sia qualificato sul piano professionale, quindi c’e’ bisogno di corsi di formazione che mettano quei lavoratori nelle condizioni di essere utili per gli altri, proteggerli e proteggere se stessi. In secondo luogo “occorre che la Regione non sia piu’ lo spettatore o il teorico attrattore di capitali che dovrebbero venire non si sa da dove, ma deve cominciare ad essere strumento promotore di attivita’ sul territorio, dando incentivi, proponendo e indirizzando- ha spiegato Civica- Ad esempio, sulla grande distribuzione dell’agroalimentare nel Lazio quasi tutto proviene da fuori regione, perche’ e’ piu’ facile parlare con le coop dell’Emilia Romagna piuttosto che con i 1000 imprenditori agricoli che abbiamo. E’ il momento che la Regione diventi attiva”.

La terza questione “e’ che bisogna ridisegnare il modello con cui funziona la citta’ di Roma. Lunedi’ riapriremo e probabilmente stiamo calibrando il trasporto pubblico sugli stessi picchi di traffico che c’erano prima. Se non iniziamo a diversificare l’orario delle attivita’ produttive e dei cantieri, in modo da spalmare la possibilita’ di ingresso nell’arco della giornata, continueremo ad avere un pendolarismo di 700mila persone al giorno che entrano a Roma e la sera devono uscire e quindi ci riproporranno lo stesso problema di prima. C’e’ bisogno che la Regione faccia un’operazione di coordinamento con i comuni, anche quelli fantasma che non riusciamo a incontrare, come quello di Roma”.