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Cobas: D’Amato non ferma open day AstraZeneca, deve dimettersi

Roma – “La morte di Camilla dopo l’Open Day AstraZaneca e gli altri eventi avversi gravi sempre in Liguria, Toscana e Calabria hanno convinto tutte le regioni a stoppare gli open day in attesa delle valutazioni del Cts. Ma il Lazio va avanti come nulla fosse. Sempre il Lazio è stata l’unica regione a spostare retroattivamente a 35 giorni il richiamo Pfizer, dopo la firma del consenso informato.”

“Una serie di errori che impongono le dimissioni dell’Assessore alla Sanità, troppo preso dalla smania di gareggiare con le altre regioni per mostrare un’efficienza che tra l’altro non c’è affatto. D’Amato lasci e venga sostituito da un medico qualificato”. Lo dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale.

“La serie di errori inanellati dalla Regione Lazio e la pervicacia con cui antepone il numero alla qualità delle vaccinazioni è ormai evidente a tutti”, continua Iacovone.

“Dal richiamo posticipato retroattivamente del vaccino Pfizer, per il quale ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica, all’ostinazione di andare avanti con gli Open Day nonostante tutto”.

“Dal caso delle mascherine all’investimento di 5 milioni di euro su un vaccino spacciato per tutto italiano- prosegue il sindacalista- fino ai fragili ancora scoperti, al caos vaccini e alla carenza di 300 medici nei pronto soccorso, la Regione nella sanità non ne ha indovinata una e gode di un credito non motivato dai fatti.”

“E’ arrivata l’ora che chi ha responsabilità politiche se le assuma e l’assessorato sia appannaggio di chi ha dimestichezza con la scienza. In tempo di pandemia non è pensabile che chi assume decisioni sia scollato dalla realtà medica”.

“L’assessore sta compiendo atti che rischiano di dare voce e fiato ai No Vax e che minano fortemente la fiducia dei laziali nella comunità scientifica, esponendo i cittadini ai pericoli delle sue scelte. Lo fa con testardaggine e senza ascoltare le donne e gli uomini di scienza. Bene, faccia un atto al servizio della comunità e si dimetta con effetto immediato”, conclude Iacovone.