Colleferro, Fim: ferocia mostruosa, non possiamo rimanere in silenzio

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Roma – “Come si fa a colpire con calci alla testa e pugni una persona fino a ucciderla, guardare i suoi occhi, sentirla chiedere aiuto, farla finita e continuare, con il sangue che ti sporca le mani per 20 minuti? Willy era intervenuto per sedare una rissa, un gesto di altruismo che ha pagato con la morte. Gli assassini, suoi coetanei, si sono accaniti su di lui con una ferocia che ha dell’inverosimile e del mostruoso. Quella di Willy e’ una morte che ci ha profondamente scossi, nella quiete di una provincia dove la banalita’ del male ha mostrato la sua faccia piu’ feroce”.

Cosi’ il coordinatore nazionale Fim Cisl immigrazione Aziz Sadid, che continua: “Ai genitori di Willy, va il nostro piu’ profondo cordoglio e il nostro abbraccio per la perdita di un figlio che mai ritornera’. Madri e padri non dovrebbero mai assistere alla morte del proprio figlio, poi in questo modo, e’ inaccettabile. Gli assassini di Willy hanno ucciso un ragazzo di appena 21 anni e con esso una comunita’ intera, la speranza per un figlio, per un uomo, Willy che non e’ fuggito via dinnanzi alle aggressioni che stava subendo un suo amico, pagando con la vita il suo altruismo e la sua bonta’ d’animo.”

“Ora- continua- non si tratta di fare processi mediatici, ne’ trasformare gli assassini in personaggi mediatici, serve solo fare giustizia, far espiare fino in fondo il male fatto, senza attenuanti e con il massimo della pena, perche’ non ci sono attenuanti nella banalita’ del male. Ma bisognerebbe riflettere sul clima d’odio e sulla cultura diffusa, che molte forze politiche stanno alimentando, sviando dai problemi reali e concreti delle persone, addossando a “capri espiatori”, le loro incapacita’.”

“Lo dimostra la frase che sembra aver pronunciato un familiare dei ventenni accusati dell’omicidio: “in fondo cosa hanno fatto, hanno solo ucciso un extracomunitario”. Willy non era un extracomunitario, era una persona. Ma in quella frase c’e’ tutta la disumanizzazione dell’altro, la banalita’ mostruosa del male, specchio di come questo si insinua nelle nostre comunita’. Fa riflettere quello che ha scritto Giulio Cavalli: provate solo ad immaginare questa notizia invertita. Per questo bisogna che ripartiamo dal linguaggio che usiamo quotidianamente, dal modo di dare le notizie. Dobbiamo avere cura del nostro linguaggio, usare parole di speranza e solidarieta’ e non di odio e divisione. Il sindacato e’ contrattazione ma anche solidarieta’ e speranza per tutti: insieme promotore di giustizia. Per questo come Fim Cisl non possiamo rimanere in silenzio davanti all’assassinio di Willy”, conclude la nota.

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