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Comandante Carabinieri Nistri su caso Cucchi: chi sa parli

Roma – Nella trasmissione di ‘Porta a porta’ sul caso Cucchi, di oggi 16 ottobre, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale Giovanni Nistri in un’intervista televisiva esclusiva a Bruno Vespa rivolgendosi ai militari dell’arma ha detto: “Chi sa parli”. Si e’ quindi detto “lieto che uno dei militari presenti quella sera abbia detto la sua verita’: questo vuol dire che questa verita’ adesso potra’ entrare a pieno titolo nel processo insieme con tutte le altre evenienze che sono state accertate nel frattempo dall’autorita’ giudiziaria, e dunque questo sara’ un passo in piu’ verso una definizione della vicenda”.

Alla domanda di Vespa se l’istruttoria disciplinare nell’arma andra’ avanti ad ogni livello Nistri ha risposto: “Questo e’ poco ma sicuro. Intanto siamo lieti che l’autorita’ giudiziaria stia procedendo perche’ infine si avra’ una perimetrazione completa delle responsabilita’. Che si tratti di responsabilita’ commissive piuttosto che di responsabilita’ omissiva nei controlli eventualmente piuttosto che in altre ipotesi anche diciamo di disattenzione o di agevolazione”.

Ribadendo anche: “Io ne approfitterei per dire una cosa che deve essere molto chiara. L’Arma non solo andra’ fino in fondo per la parte di competenza e io ribadisco la necessita’ che un carabiniere ha il dovere morale prima ancora di giuridico di dire la verita’ e la deve dire subito. Quindi questa e’ l’occasione. Chi sa parli. Perche’ un carabiniere deve rispettare il proprio giuramento se vuole essere un carabiniere. Chi esce da questa regola e viene ritenuto responsabile di gravi fatti non e’ degno di indossare la divisa”.