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Comitato per la difesa del San Raffaele sotto la Regione Lazio

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‘Regione, vogliamo una soluzione’, ‘Siamo stanchi di manifestare, vogliamo solo lavorare’, ‘Diritto di cura ai pazienti, stipendi ai dipendenti’. Sono solo alcuni degli slogan apparsi sugli striscioni dei circa 200 rappresentanti del Comitato per la difesa del San Raffaele di Roma, che da questa mattina si sono radunati davanti la sede della Regione Lazio per manifestare contro la fase di stallo del tavolo tecnico istituito circa due mesi fa per risollevare la struttura dalla crisi. La vicenda interessa più di 2 mila pazienti e oltre 3 mila dipendenti che lavorano nelle varie strutture. Il San Raffaele è rappresentato infatti da 17 strutture sanitarie nel Lazio: 13 cliniche di riabilitazione e 4 ambulatori. «A due mesi dall’avvio del tavolo – spiega Giancarlo Proietti Necci, uno dei portavoce del Comitato – ancora non c’è una definizione certa della trattativa. La Regione si è arroccata sulle proprie posizioni, ma noi vogliamo certezze e chiediamo conferme. Oggi siamo qui per ribadire il nostro diritto al lavoro e quello all’assistenza dei pazienti». All’interno delle strutture ci sono pazienti seguiti per la riabilitazione con alta disabilità e altri con elevata necessità di assistenza. Altri ancora, bambini e adulti con gravi patologie neurologiche. Sui volantini distribuiti fuori dalla Regione, il Comitato critica apertamente la politica sanitaria intrapresa dal governatore del Lazio, Renata Polverini. «Doveva riformare la sanità – si legge – invece ha chiuso gli ospedali, ha ridotto i posti letto, ha investito molto denaro pubblico per abbattere le liste d’attesa senza alcun risultato, ha chiuso i pronto soccorso congestionando il traffico di quelli rimasti aperti, ha istituito eliporti senza elicotteri, sta chiudendo centri di eccellenza e continuerà a tagliare posti di lavoro». «Siamo stanchi delle promesse – conclude Proietti Necci – ormai vogliamo delle risposte certe»

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