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COMPLOTTO | Napolitano: Non partecipai alle riunioni di cui parla Geithner

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Napolitano ci ha pensato su un giorno intero, anche qualche ora di più, poi ha diramato una nota con la quale smentisce di aver mai saputo di complotti che sarebbero stati orditi in riunioni a cui lui non aveva titoli per partecipare e non partecipò. “Le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate il 12 novembre 2011 dal Presidente Berlusconi, e già preannunciate l’8 novembre, non vennero motivate se non in riferimento, in entrambe le circostanze,  a eventi politico-parlamentari italiani”. Lo si legge nel comunicato del Quirinale in merito agli episodi rivelati dall’ex Segretario di Stato al Tesoro degli Stati Uniti circa un presunto complotto ai danni di Silvio Berlusconi.

“Sulle vicende che condussero alle dimissioni dell’on. Berlusconi nel novembre del 2011, e dunque alla crisi del governo da lui presieduto e alla nascita del governo Monti, il Presidente della Repubblica – dopo averne già dato conto via via nel corso degli sviluppi della crisi – fornì un’ampia ed esaustiva ricostruzione e valutazione nel discorso tenuto il 20 dicembre 2011 in occasione della Cerimonia di scambio degli auguri con i rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche in Quirinale”, precisa il comunicato.

“In quel discorso, prosegue la nota, così come nel messaggio televisivo del 31 dicembre, possono ritrovarsi tutte le motivazioni relative a fatti politici interni e a problemi di fondo del paese come quelli della crisi finanziaria ed economica che l’Italia stava attraversando nel contesto europeo. Gli episodi rivelati dall’ex Segretario di Stato al Tesoro degli Stati Uniti e da altri sono relativi a riunioni, tenutesi nell’autunno del 2011, di consessi europei e internazionali cui il Presidente della Repubblica italiana – al pari degli altri Capi di Stato non dotati di poteri esecutivi – non aveva titolo a partecipare e non partecipò: e dunque nulla può dire al riguardo”.

“Tuttavia, continua la nota del Quirinale, a proposito di quanto, per qualche aspetto, era trapelato pubblicamente, il Presidente della Repubblica stigmatizzò, il 25 ottobre 2011, “le inopportune e sgradevoli espressioni pubbliche (a margine di incontri istituzionali tra capi di governo) di scarsa fiducia negli impegni assunti dall’Italia. Null’altro di pressioni e coartazioni subite dal Presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati fu mai portato a conoscenza del Capo dello Stato. Le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate il 12 novembre 2011 dal Presidente Berlusconi, e già preannunciate l’8 novembre, non vennero motivate se non in riferimento, in entrambe le circostanze,  a eventi politico-parlamentari italiani”.

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