Confesercenti: chiusura alle 21 porterà 150 mln di perdite

Roma – “Non siamo certo contrari a nuove regole o a strette mirate al fine di mettere in sicurezza la salute pubblica. Ben venga quindi il nuovo Dpcm del Governo ma non possiamo non segnalare le nostre perplessita’ per quanto concerne il settore della ristorazione.”

“In particolare, la chiusura alle 21 dei locali che non hanno servizio al tavolo avra’ ripercussioni pensantissime sia sugli esercenti gelaterie, bar, pizzerie al taglio e tutto il comparto legato allo street food – che sulla filiera agroalimentare.”

“Una perdita economica che nella Capitale si traduce nei prossimi mesi in almeno 150 milioni di euro. Una decisione che impattera’ drammaticamente in termini economici ed occupazionali e che colpira’ quegli ‘imprenditori eroi’ in gran parte piccole e media imprese – che con grande sacrificio hanno deciso di non chiudere durante i mesi lockdown caricandosi sulle proprie spalle le perdite dei locali, i mancati incassi e gli stipendi dei dipendenti.”

“Chiediamo al Governo di fare retromarcia su questo provvedimento, che rischia di uccidere il commercio, di mandare sul lastrico imprese e lavoratori, e di frenare i consumi in un momento in cui va creata ricchezza e non nuova poverta’”. E’ quanto dichiara in una nota Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio.