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Consultazioni, la gente non le sopporta più

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Consultazioni, la gente non le sopporta più –

Che noia queste consultazioni post elettorali.

E, cosa ormai visibile a tutti, come ormai appaiano chiaramente desuete e anacronistiche le procedure e gli iter imposti, da una vecchia e superata Costituzione, a tutte le forze politiche in campo per arrivare a formare il nuovo governo.

E poi, ancora, che seccatura sentire disquisire tutti questi incontenibili soloni, esperti e giornalisti, sui media ed in tutte le trasmissioni ed i talk show più noti, sulle insopportabili “geometrie variabili” elucubrate sul nuovo governo.

Di Maio con Salvini, oppure Di Maio con il Pd o Di Maio con il Centro Destra (meno Berlusconi) o ancora  governo di scopo, governo istituzionale, governo tecnico,  governo balneare…!

Che rottura, non se ne può più!

Mentre tutti litigano e continuano a fare i politici d’accatto, il paese langue.

La gente continua a diventare più povera e le imprese in difficoltà finiscono per chiudere grazie a tutti questi poco simpatici cialtroni, che vogliono solo visibilità, potere, soldi e farsi i fatti loro, ovviamente sempre a nostre spese.

Il problema principale del nostro sistema politico rimane la governabilità che, certamente, non viene assicurata da questa folle legge elettorale (da notare, assurdamente votata da quasi tutti i partiti attualmente in campo!).

Il Presidente della Repubblica, considerato con ipocrisia ed opportunismo da tutti uomo illuminato e saggio, dovrebbe mettere al centro delle discussioni con i partiti l’obiettivo prioritario di far approvare, in tempi brevi, una nuova, più decente legge elettorale.

La tanto richiesta governabilità, auspicata con becera ipocrisia dalle forze politiche e, meno ipocritamente, dalla gente, può essere assicurata solo mediante due sistemi elettorali.

Il primo, l’uninominale secco, all’inglese, dove in ogni collegio vince chi prende più voti.

Che delizia sarebbe e che  momento della verità si avrebbe con l’approvazione di questo sistema. Il confronto tra i candidati avverrebbe in modo diretto e non esisterebbero più gli inverecondi “salvataggi” del proporzionale.

Secondo sistema elettorale, ragionevolmente anch’esso adottabile, il doppio turno alla francese, con il quale si obbliga l’elettore, dopo aver espresso un’iniziale preferenza al primo turno, a dover scegliere, nel secondo, uno dei due candidati rimasti in lizza.

Il più votato dei due vince.

Ma per dare una reale e definitiva governabilità al paese, occorrerebbe anche la riforma della Costituzione, con un nuovo sistema di tipo presidenziale.  Sistema che assicurerebbe l’effettiva governabilità politica del paese, non essendoci, infatti, possibilità di “crisi” di governo (come avviene in Usa, in Francia ed in molti altri paesi).

Ma grazie alla ricorrente e consolidata cialtroneria della politica italiana, ne siamo desolatamente certi, come sempre non se ne farà nulla.

Sarà troppo chiedere, per lo meno, l’approvazione della  nuova legge elettorale in tempi rapidi?

Pier Francesco Corso

 

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