Consultorio via Spencer, blitz attiviste: basta rinvii, va riaperto foto

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Roma – Blitz di una ventina di attiviste del Coordinamento delle assemblee dei consultori delle donne e delle libere soggettivita’ del Lazio e di Non Una Di Meno al consultorio di via Spencer 282 a Roma, chiuso da circa un anno per lavori idraulici e di ristrutturazione.

Le attiviste sono entrate stamattina nei locali del consultorio e hanno incontrato il responsabile dei lavori: “Ci ha fatto sapere che il 9 novembre sono previsti consegna e collaudo, non la riapertura- fa sapere all’Agenzia di Stampa Dire Graziella Bastelli del Coordinamento- L’appuntamento di oggi e’ stato una provocazione fatta per evidenziare questo continuo rimandare l’apertura di un consultorio che e’ pronto ormai da diversi mesi. Gli staremo col fiato sul collo”.

La riapertura, infatti, “era prevista per oggi o almeno cosi’ ci aveva assicurato la Regione Lazio nei precedenti incontri che abbiamo avuto al tavolo”, spiega l’attivista.

Ma oggi, di fatto, “c’erano ancora gli operai e gli spazi erano vuoti, senza attrezzatura, anche se abbiamo potuto constatare che hanno buttato giu’ dei muri e realizzato delle buone stanze”. Nessuna data di riapertura all’orizzonte, invece, per il consultorio di via Casilina 711, chiuso da due anni, “e non rimesso in funzione dal V Municipio con la scusa degli occupanti, che pero’ occupano il civico 713 non il 711, distinti da due entrate separate”.

I consultori di via Spencer e via Casilina sono tra i “21 della Asl Roma 2, che va dal IV al IX Municipio e serve un milione e 300mila abitanti. Secondo la legge, in base a questo numero, ce ne dovrebbero essere 50 e invece sono solo 21, di cui due ancora chiusi.”

“Inoltre- denuncia Bastelli- non solo le strutture sono numericamente carenti, ma quelle che ci sono funzionano a singhiozzo perche’ manca il personale. Anche le equipe di via Spencer e via Casilina andranno ricostituite- dice- perche’ ci sono stati molti pensionamenti tra le ginecologhe e le ostetriche”.

Proprio sul nodo del turn-over il Coordinamento si batte da quasi due anni per chiedere nuove assunzioni: “In Regione ci hanno detto che fra ottobre e novembre ci sarebbero stati i concorsi per pediatri, ginecologhe e ostetriche, mentre quello per gli psicologi sarebbe slittato a dicembre”.

Personale indispensabile anche per avviare al piu’ presto la somministrazione della Ru486 anche nei consultori, come previsto dalle nuove disposizioni ministeriali sull’aborto farmacologico: “La somministrazione della Ru486 ancora non e’ partita in nessun consultorio, cosa che la Regione ci aveva invece garantito, e ancora invece viene data nei reparti di ivg- sottolinea Bastelli- Avevamo chiesto almeno di cominciare a comprare gli ecografi per i consultori”.

Rimandi e ritardi che, per le assemblee delle donne, sono indicativi di “precise scelte politiche- ribadisce l’attivista- Il potenziamento della sanita’ territoriale non interessa e non riesce a stare nell’intelligenza e nella capacita’ di risposta sanitaria necessarie per garantire una buona prevenzione. Serve potenziarla anche per non intasare gli ospedali rispetto all’emergenza Covid, che era gia’ accompagnata da una carenza cronica e strutturale della sanita’ pubblica”.

Per il Coordinamento, quindi, occorre riaprire i consultori di via Casilina e via Spencer, assumere personale sanitario per rimpinguare le equipe incomplete, comprare gli ecografi per dare il via alla somministrazione della pillola abortiva nei consultori e “aprire alle libere soggettivita’ e alle donne straniere, ai giovani”, per fare in modo che quello che i consultori tornino a fare il proprio lavoro “a 360 gradi e- conclude Batelli- ridiventino l’obiettivo principale all’interno di strutture territoriali, che siano un riferimento e diano sicurezza alle donne e alle libere soggettivita’, alle cittadine e ai cittadini”.

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