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Coordinatore rete studenti medi: mobilitazione scolastica non si ferma

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Roma – “Piena solidarietà nei confronti degli studenti che questa mattina hanno lanciato l’ondata di occupazioni scolastiche di oggi. Questi non sono singoli eventi o sprazzi separati di dissenso ma si inseriscono all’interno di un percorso molto più ampio e organizzato, nel solco delle recenti manifestazioni e mobilitazioni di carattere nazionale”. Così Leonardo Soffientini, coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Roma, commenta all’agenzia Dire l’ondata di occupazioni dei licei romani di questa mattina.

“Tutto ciò è il segnale, l’urlo, di una generazione che vive ogni giorno sulla propria pelle le conseguenze di scelte inappropriate e non curanti della reale condizione studentesca”, continua.

“Gesti che corrispondono a un grande invito diretto alle istituzioni a non trascurare gli studenti, a affrontare le moltissime tematiche che sulla scuola sono rimaste in sospeso, a partire dalle difficoltà relative ai pochi investimenti nell’edilizia scolastica e alla privazioni di spazi sociali che simbolicamente ci riprendiamo con l’occupazione.”

“Non è infatti possibile che ancora oggi non vengano forniti reali strumenti per garantire la socialità scolastica agli adolescenti, che si vedono ancora privati di ricreazioni e assemblee in presenza.”

“A ciò si aggiunge il tema più ampio del diritto allo studio che la scuola post-covid tende a limitare fortemente, dagli scaglionamenti orari che non permettono di vivere una vita extracurricolare, al costo di trasporti e materiali scolastici, dalla didattica frontale e nozionistica alla tensione psicologica generata da valutazioni che denotano una mancanza del collegamento tra scuola e mondo reale, arginando lo studente nella propria dimensione senza valorizzare alcun contatto con il mondo che lo circonda.”

“Le piazze, le occupazioni, le mobilitazioni sono frutto di assemblee e dibattiti studenteschi che vanno avanti da mesi su scala nazionale, espressione pura di dissenso nei confronti di una linea politica che da anni relega la scuola, ma soprattutto gli studenti, a una riga di bilancio”, continua Soffientini.

“È invece il momento di sfruttare l’opportunità che il PNRR e la fase storica ci pongono per ripensare una seria e radicale riprogettazione della scuola pubblica in Italia, come diciamo da anni.”

“Gli studenti ci sono e non ci fermeremo fino a quando non saremo presi in considerazione da chi prende le decisioni in questo paese. Saremo sempre al fianco di chi lotta per una scuola diversa, per una società diversa. Saremo sempre al fianco di chi lo fa nelle assemblee, nelle strade, nelle piazze e nelle occupazioni”. (Agenzia Dire)

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