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Corte Conti: ok gestione finanziaria 2017-19 ma attenzione ad Ama

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Roma – “Assenza di tensioni immediate sul piano della gestione della liquidita’ e il rispetto del limite di indebitamento” nei rendiconti di Roma Capitale tra il 2017 e il 2019 ma anche le “carenze strutturali e risalenti nel tempo sul piano della governance del sistema delle partecipazioni detenute dall’Ente”, con un’attenzione particolare rivolta alla vicenda di Ama che richiede “la necessita’ di una rigorosa valutazione ex ante, non solo in ordine all’idoneita’ del Piano stesso (di risanamento, ndr) ai fini del raggiungimento delle condizioni di riequilibrio economico, patrimoniale e finanziario della societa’ nell’arco temporale predefinito, ma anche della sostenibilita’ dei relativi oneri a carico del bilancio pubblico”.

È una situazione in chiaroscuro quella che emerge dalla indagine della sezione di Controllo contabile della Corte dei Conti del Lazio sui principali aspetti della gestione finanziaria di Roma Capitale nel triennio 2017-2019. In particolare per quanto riguarda il rapporto con le societa’ partecipate, alcune delle quali non approvano da tempo i bilanci.

Il presidente Roberto Benedetti, insieme ai consiglieri Laura D’Ambrosio, Alessandro Forlani e Carlo Serbassi e ai relatori Ottavio Caleo, Marinella Colucci e Giuseppe Lucarini, nella delibera hanno scritto che “dal controllo svolto sulla documentazione trasmessa e’ emersa una sostanziale regolarita’ degli andamenti in un contesto di adeguata implementazione dei nuovi istituti dell’armonizzazione contabile, l’assenza di tensioni immediate sul piano della gestione della liquidita’ e il rispetto del limite di indebitamento nel periodo considerato”.

Tuttavia restano diverse aree da chiarire da parte del Campidoglio: “Nel rendiconto 2019 (l’ultimo disponibile), risulta ancora significativa, invece, la presenza di residui attivi vetusti che richiede un’accelerazione dell’attivita’ di riscossione delle entrate e di ricognizione e definizione delle posizioni piu’ risalenti, con particolare riguardo ad alcune tipologie di crediti vantati anche nei confronti della Regione Lazio, come pure consistente e’ l’incidenza sul bilancio capitolino di accantonamenti a fini prudenziali, necessitati dall’esigenza di assicurare una congrua copertura alle passivita’ potenziali e tali da comprimere la capacita’ di spesa corrente dell’Ente”, si legge in una nota della Corte dei Conti.

I giudici contabili hanno osservato “rilevanti risorse da destinare al Fondo perdite partecipate, la cui attendibile determinazione e’ stata inficiata, nel tempo, dalla grave anomalia legata ad annosi ritardi e carenze nell’approvazione dei bilanci da parte di numerose societa’ e organismi partecipati, rispetto alla quale l’Amministrazione ha reso note, in sede istruttoria, le iniziative in corso al fine del recupero delle gestioni pregresse”.

Inoltre “appaiono, tuttavia, ancora di complessa ricognizione e quantificazione le passivita’ potenziali gravanti sul bilancio dell’Ente: dai debiti per oneri espropriativi e acquisizioni sananti, ancora di incerta determinazione e imputazione nei rapporti con la gestione commissariale per il debito pregresso, all’esposizione debitoria per garanzie fideiussorie assunte in esercizi passati fino alle diverse specie di debiti fuori bilancio rilevanti ai sensi dell’art. 194 TUEL, per le quali sono stati registrati forti ritardi nella tempistica delle procedure di riconoscimento da parte dell’Assemblea Capitolina”.

Pertanto la sezione di controllo contabile “ha richiamato l’Ente ad effettuare valutazioni prudenziali e rigorosamente motivate nella determinazione degli accantonamenti in sede di prossima approvazione del rendiconto di gestione 2020, rispetto al quale sono state riferite alcune iniziative in corso al fine di recepire i rilievi formulati dalla sezione”.

Nell’istruttoria dei giudici di viale Mazzini “sono emerse carenze strutturali e risalenti nel tempo sul piano della governance del sistema delle partecipazioni detenute dall’Ente, in particolare, riguardo alla riconciliazione delle posizioni di debito/credito e, piu’ in generale, all’assenza di un sistema informativo idoneo a rilevare – come necessario – i rapporti finanziari, economici e patrimoniali tra l’Ente e i suoi organismi partecipati”.

Da qui il richiamo della Corte “ad una complessiva rivalutazione della concreta efficienza del sistema dei controlli interni, implementando, nello specifico, le misure intraprese sul piano dell’effettivita’ del c.d. controllo analogo sulle societa’ in house ai fini di un compiuto esercizio delle prerogative del socio pubblico”. I giudici del controllo contabile del Lazio hanno anche svolto “un primo esame delle principali situazioni di crisi finanziaria delle societa’ controllate e partecipate dall’Ente e delle possibili ricadute sul bilancio comunale”.

In questo contesto “e’ emersa la difficile situazione di Ama S.p.A., per la quale sono state avviate, da parte della societa’ e dell’Amministrazione capitolina, le attivita’ finalizzate all’approvazione dei bilanci di esercizio 2017-2019 e di apposito Piano di risanamento aziendale, che prevede numerose misure di sostegno finanziario a carico del socio pubblico, tali da implicare la necessita’ di una rigorosa valutazione ex ante, non solo in ordine all’idoneita’ del Piano stesso ai fini del raggiungimento delle condizioni di riequilibrio economico, patrimoniale e finanziario della societa’ nell’arco temporale predefinito, ma anche della sostenibilita’ dei relativi oneri a carico del bilancio pubblico”.

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